Fu il primo portiere italiano a parare un calcio di rigore nientemeno che a Diego Armando Maradona. Renato Copparoni, 64 anni, che è stato portiere nel Cagliari, nel Torino ( tra il 1985 e il 1986 totalizzò 21 presenze in campo in maglia granata) e nel Verona, è stato arrestato per corruzione insieme con altre quattro persone a Cagliari.

Gli arrestati avrebbero pagato una tangente da circa 90mila euro per vincere un appalto da 9,5 milioni di euro per la progettazione e l’esecuzione di un impianto di produzione di energia rinnovabile solare in un’area industriale in provincia di Nuoro, ma sono stati scoperti dagli uomini delle Fiamme gialle del nucleo di polizia tributaria di Cagliari. Ai domiciliari, oltre a Copparoni, sono finiti Davide Galantuomo, 56 anni, ex presidente dell’Ente acque Sardegna (ed ex sindaco di Quartu Sant’Elena) che avrebbe intascato una parte della tangente; Gianni Lolli, 64 anni, di Modena, dirigente del consorzio che si aggiudicò l’appalto; Luigi Betti di Forlì; Salvatore Paolo Pinna, 54 anni, già finito nella maxi inchiesta sugli appalti truccati della Procura di Oristano.

Nel corso delle intercettazioni telefoniche e ambientali sono emersi i particolari del pagamento della tangente. I soldi, secondo quanto accertato dalla Finanza, sarebbero stati spartiti tra Davide Galantuomo, Salvatore Pinna, che avrebbe emesso una fattura falsa alla cooperativa che doveva aggiudicarsi

l’appalto, e Renato Copparoni, che avrebbe svolto il ruolo di intermediario. Una prima trance da 89 mila euro di una tangente complessiva da 135 mila. Tutto per aggiudicarsi l’appalto per la realizzazione l’impianto di energia rinnovabile a Ottana, in provincia di Nuoro. Secondo quanto emerge dalle 70 pagine dell’ordinanza la “turbativa può essere desunta dalle modalità di indizione del bando di gara e dagli incontri tra gli odierni indagati”.