Ci sono fumetti belli, e ci sono fumetti brutti. La cosa curiosa del mercato americano, è che spesso i fumetti brutti e quelli belli si incrociano, perché si parla fondamentalmente degli stessi personaggi che vivono di lunghissimi corsi narrativi, o a volte anche di brevissime avventure mordi e fuggi, assegnate ovviamente a diversi team creativi.

Spider-Man, ad esempio, per me può essere un personaggio tanto straordinario se si parla delle storie scritte dalla leggenda DeMatteis (L’ultima caccia di Kraven era, e resterà per sempre, un capolavoro), quanto un personaggio dimenticabile e finanche ridicolo se si parla delle storie del “ragno totemico” del lungo ciclo di Strackzynski.

Quando si parla di ricicli, rilanci e reboot, il pericolo è insomma sempre dietro l’angolo, e basta un autore che trasforma l’audacia in follia per far capitombolare ogni buona intenzione narrativa. Eppure, chi legge fumetti da tanto, tantissimo, tempo, allo stesso modo sa quanto i rilanci fumettistici siano importanti nel corso della vita di un personaggio a fumetti, e di esempi ce ne sono a bizzeffe.

Gli eroi invecchiano lentamente, ma questo non è ciò che accade a chi quegli eroi li legge, e con le persone cambiano le mode, le percezioni, i gusti, le politiche e, in sostanza, il mondo che ci circonda. Si modifica la realtà e se questo accade sarebbe impensabile che gli eroi che ci ispirano, ci accompagnano e spesso ci insegnano restino ancorati a quello che era il loro passato.

Se non lo capite vi farò un esempio più semplice:Capitan America (mettiamocela quella “i” che oggi è scomparsa) nasce come simbolo americano della lotta al Reich nazista, ed è stato in quegli anni un simbolo e un’ispirazione, praticamente un figlio della propaganda militare americana. Se i tempi non fossero cambiati, ovvero se Stan Lee non avesse tirato fuori dalla brina artica l’eroe, riscrivendolo per la cosiddetta “Silver Age” del fumetto americano, probabilmente ci saremmo dimenticati del Capitano, ancorato com’era alla dicotomia America/Nazisti che aveva smesso d’essere (per fortuna) da quasi una decade.

L’abilità è stata quella di riconfigurare tanto l’eroe quanto il male, sostituendo i nazisti con altre deprecabili forme di umanità come l’Hydra, l’AIM o qualunque altro villain il capitano abbia preso a schiaffi e scudate. Senza la riconfigurazione, senza che lettore e eroe parlino la stessa lingua, un albo a fumetti si perde, si esaurisce, smette di comunicare e di farsi amare.


Ecco perché i restart sono utili, perché non solo attirano alla lettura potenziali nuovi fan, ma perché portano ad una maturazione del personaggio nelle tematiche, nel linguaggio, nell’approccio al lettore che può restare scontento se, e solo se, il materiale proposto è mediocre o svilente nei confronti del lungo retaggio del passato, che resterà memoria, cultura, ma anche “passato” tanto per il personaggio quanto per l’eroe.

Lo sproloquio era d’obbligo, la premessa anche, perché viviamo gli anni del reboot forsennato e con quell’ottica, con quella critica, si finirebbe per percepire male (specie se non si mastica fumetto americano) quello che è il progetto “Fresh Start” di Marvel. Un riavvio ciclico, che di volta in volta serve a riconfigurare gli eroi per gli anni a seguire, con un nuovo aspetto, nuovi team di sviluppo, ma soprattutto nuove storie, pensate per sposarsi meglio con i tempi ed i gusti delle generazioni che nascono, crescono e spesso invecchiano con gli eroi di carta della Casa delle Idee.

Non solo, perché Fresh Start, per noi italiani, segnerà anche l’inizio di un nuovo percorso editoriale per le uscite Marvel che, innanzitutto, avvicinerà le uscite americane a quelle nostrane, diminuendo considerevolmente il gap che ci ha divisi per anni con una differenza nelle pubblicazioni di appena pochi mesi.


Ma che cos’è, quindi, Fresh Start?

Si tratta sostanzialmente del nuovo corso editoriale della Marvel, voluto dal nuovo Editor-in-Chief della casa delle idee, ovvero C.B. Cebulski, che prende quindi il posto del precedente Alex Alonso e della sua “Legacy”, di cui in un certo senso Fresh Start è quasi la naturale continuazione.

Gli eroi non vengono resettati, ma vengono avvicinati ulteriormente al mondo del cinema, cercando di dare all’intero progetto Marvel una continuità narrativa ed estetica che sia più vicina possibile a quella a cui la pellicola ci ha abituati.

Prima che però prendiate i forconi in preda a chissà quale paura, mantenete la calma, perché Fresh Start (che per altro ha riportato in testa alle vendite americane gli albi Marvel negli ultimi mesi), non ha l’obiettivo di dimenticare, se non cancellare, il passato glorioso dei suoi eroi, ma anzi vuole dare a questi un nuovo lustro, senza modificarne le varie identità, ma dando ad ognuno di essi la maturazione che si fa a chi ormai ne ha viste di cotte e di crude.


Si era parlato di Silver Age qualche momento fa, e in effetti – nell’ottica di chi vi scrive – il processo creativo dietro a Fresh start è quanto mai simile. Si prendono eroi del passato più glorioso, li si affianca a nuovi beniamini della continuity narrativa, e si dà ai vecchi una nuova giovinezza, ed ai nuovi lo spazio necessario per diventare grandi. Doloroso per qualcuno, sicuramente necessario per qualcun’altro.

Marvel Now ci aveva già provato qualche anno fa, ma quello che era mancato era il coraggio di andare fino in fondo, lasciando ad alcuni artisti dell’epoca la possibilità di continuare a lavorare secondo la loro visione, completamente scollata dal progetto editoriale. Fresh Start ha invece un obiettivo molto più condiviso e concreto, e i team delle singole testate sembrano, almeno per ora, completamente coinvolti nel progetto di rendere i singoli eroi (o gruppi) padroni di grandi archi narrativi autonomi, ma in continuity, come dovrebbe essere la miglior tradizione Marvel. Ed a questo punto dovreste avere un piacevole brivido lungo la schiena.

Per quel che ci riguarda, questo coinciderà anche con la fine degli albi spillati “contenitore”, in cui in una sola testata sono contenute diverse storie legate a più personaggi o team. Per dire, mai più uscite simil “Devil & Hulk”, in cui due eroi si spartiranno una sola copertina, ma largo a spillati più piccoli (ed economici) con un unico protagonista. Unica eccezione, per ora, solo Spider-Man, che dato il gran quantitativo di storie che caratterizza il personaggi, resterà – almeno in tal senso – molto simile al passato, mantenendo anche la sua uscita ogni 15 giorni.


Tre sono state le testate del debutto, a cui si uniranno ovviamente altre uscite nel corso dei mesi a venire.

Amazing Spider-Man, contenente la fine del ciclo di Marvel Legacy legato al personaggio di Miles Morales ad opera di Ramos e Bendis, ma soprattutto l’inizio del nuovo Spider-Man di Nick Spencer e Ryan Ottley. La testata in sé è quella che ci ha convinto di meno, complice forse il più grande senso di continuità rispetto al passato e l’assenza di quella “rottura” che invece si avverte con le altre testate.

C’è da dire che l’idea di un Petr Parker di nuovo squattrinato e in affitto non ci esalta particolarmente, ma val la pena dargli il beneficio del dubbio, specie se si considera che sull’albo potrete assistere al ritorno dei Sinistri Sei, che praticamente da solo val il prezzo di una corsa in edicola.

Al secondo posto il nuovo corso di Iron-Man ad opera di Dan Slott e del nostro Valerio Schiti, che cercherà di portare ordine nelal disordinatissima vita di un Tony stark alla ricerca di sé stesso dopo le numerose vicissitudini che lo hanno visto protagonista più o meno dal ciclo “Superior” sino ad oggi. La bellezza della run è quella del ritorno al rapporto tra Iron-Man e la tecnologia, e della morale, o se vogliamo delle incognite, che dietro questa si annidano quando l’uomo in qualche misura ne abusa. Non solo, perché il personaggio torna anche al suo fare più squisitamente “anni ’50” da vero e proprio playboy e miliardario, che in tempi remoti aveva portato a grandi storie come “Il demone nella bottiglia”.

E infine l’attesissimo nuovo corso degli Avengers ad opera di Jason Aaron e Ed McGuinness, su cui sono ben impresse le cicatrice dei più recenti alterchi delle storie di Iron Man, Thor e soprattutto Cap. Il trio di fondatori è, in sostanza, ad un bivio cruciale della propria vita, con le vecchie certezze messe alla prova dai più recenti eventi, dal (discutibile) Original Sin che ha dato il via agli eventi di “Thor l’indegno”, sino al Capitan America agente dell’Hydra che ha portato ad un Capitano in tuta verde e ideologia nazista.

Eventi che porteranno alla creazione di un nuovo corso per i tre eroi nel personale, ma anche alla formazione di un nuovo gruppo di Vendicatori sull’omonima testata con l’istituzione di un nuovo leader che… non vi lascerà interdetti. Riprendendo anche gli affascinanti e intriganti Vendicatori del 1,000,000 a.C., questa nuova serie regolare compie diversi salti tra passato e presente, tirando in ballo alcuni dei più misteriosi, potenti ed amati personaggi dell’universo Marvel: i celestiali.


A ciò si aggiungeranno ben presto la nuova testata regolare dedicata a Venom di Donny Cates e Ryan Stegman, il nuovo Thor di Jason Aaron e Mike Del Mundo e, ovviamente, l’attesissimo ritorno dei Fantastici 4, che vedrà al timone Dan Slott e l’italianissima Sara Pichelli.

Fresh Start, insomma, si conforma come qualcosa di ben superiore ad un progettino per unire cinema e fumetti, ma è un vero e proprio nuovo punto di partenza, in cui si vorrà dare – e speriamo si vada fino in fondo – una più forte e cesellata identità ai personaggi cartacei, utilizzando i film solo per dare a tutto il progetto, ed ai fruitori, quell’idea di identità che la Marvel, in effetti, ha inseguito in questi 10 anni in modo goffo e non sempre vincente.

Ecco, Fresh Start potrebbe non solo metterci una pezza, ma anche riportare alla nostra attenzione degli eroi di carta che, fagocitati, finanche violentati, dalle più ingombranti identità cinematografiche, hanno finito per diventare un mero product placement del progetto cinematografico.

Fresh Start è il punto d’inizio perfetto per chi vuole cominciare, o ricominciare, a leggere fumetti Marvel! Se però avete voglia di fare un salto nel passato, dovreste tenere in considerazione questi bellissimi cofanetti dedicati alle originali Guerre Segrete, alla Civil War e soprattutto a Thanos.