REGGIO EMILIA – Settant’anni di storia della F.1 e 991 gran premi disputati. La storia di una si allaccia alla storia dell’altra e quindi dire F.1 e dire Ferrari è un po’ la stessa cosa. E non deve stupire il nome dell’ultima nata, la SF1000, ovvero Scuderia Ferrari 1000, tanti quanti saranno i GP che la Casa di Maranello disputerà quest’anno (dovrebbe accadere fra il GP di Francia e Canada, a seconda se si corre o meno in Cina). Un nome rievocativo di 70 anni di storia in F1 e la Ferrari è l’unica squadra ad essere sempre stata presente.

In 991 partecipazioni ha vinto infatti 238 volte, ma proprio perché vincere è l’essenza della Ferrari, il presidente John Elkann, alla presentazione ufficiale della nuova monoposto al teatro Valli di Reggio Emilia, ha ricordato la missione: “Vincere è il nostro obiettivo, la fame di vittorie è alla base del lavoro e dell’impegno di tutti gli uomini e le donne che a Maranello contribuiscono ai successi di un marchio unico al mondo. E per ricordare che siamo italiani abbiamo voluto celebrare, per la prima volta, fuori dalle nostre sedi che non fossero Maranello o il Mugello, il battesimo della nuova monoposto, nella città che il 7 gennaio 1797 vide la nascita del tricolore, simbolo dell’Italia e la Ferrari, in quanto simbolo sia dell’Emilia Romagna sia dell’Italia ha voluto celebrare questo giorno speciale in questa sede”.

Passando ai particolari tecnici, la nuova vettura è una evoluzione di quella dell’anno scorso, migliorata in tutti gli aspetti: motore e cambio più compatti e leggeri oltre che un propulsore più potente; una aerodinamica raffinata e con maggior carico, sospensioni riviste e guidabilità migliorata. Ogni singolo settore è stato curato nel dettaglio. Basterà? “Spingiamo tutti nella stessa direzione e voglio ringraziare i 350 dipendenti della GES che hanno contribuito a questo risultato” ha detto l’AD Louis Camilleri e, di rimando, Mattia Binotto, responsabile della GES Ferrari ha ricordato come “Dobbiamo migliorare l’affidabilità, che l’anno scorso ci ha tradito in alcune occasioni e dobbiamo pensare alla macchina del 2021, quando cambieranno i regolamenti imponendo uno sforzo enorme alla nostra squadra su più fronti”.

Piloti i confermati Sebastian Vettel e Charles Leclerc, entrambi con ambizioni mondiali: “Ma prima dobbiamo sviluppare al meglio la vettura e non fare errori” ha detto Vettel con Leclerc che ha ribadito “Farò tesoro degli errori del passato per non ripeterli più”. Una Ferrari agguerrita che lotterà su tre fronti: la vettura e il campionato 2020, il nuovo regolamento e la macchina del 2021, che rappresenta una vera rivoluzione tecnica e sportiva e il potere politico di una F.1 che non ha ancora definito le regole di convivenza. Una missione difficile ma che rende orgogliosi gli uomini di Maranello, per quello che hanno fatto e rappresentano. E l’emozione di vedere su un palco della città natale del tricolore, quel tricolore che sventola vittorioso dopo i successi in pista, non fa che presagire una battaglia al vertice in cui la SF1000 dovrà farsi carico: le basi ci sono, le intenzioni e le capacità pure. Adesso la parola passa alla pista. Dal 19 febbraio a Barcellona, coi primi test della stagione di F.1.

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