Se fino allo scorso mese Final Fantasy VII Remake era ancora avvolto da una coltre di mistero, con l’arrivo di E3 2019 l’ambizioso progetto di Square Enix è finalmente diventato più concreto.

In pochi giorni abbiamo avuto la data di uscita dei primi due blue-ray di gioco, e la presentazione di un trailer incentrato sul gameplay e sulla rivelazione di personaggi iconici come Tifa e Sephiroth. Ma non è tutto: in uno spazio del booth di Square Enix, decorato a tema Midgar, abbiamo potuto mettere le mani sul gioco e saggiare l’innovazione presentata da Kitase e Nomura durante la conferenza.

Tale prova si è rivelata fondamentale per capire che Final Fantasy VII Remake non è una semplice riproposta dello storico titolo uscito nel 1997, ma è davvero una nuova reinterpretazione in grado di catturare il cuore sia degli appassionati di vecchia data che delle nuove generazioni. Questo non perché utilizza un’impostazione classica da action rpg, ma perché riesce a connettere gli elementi tipici di FFVII – come le Materie e le Limit – a un’impronta più dinamica fatta di fendenti/parate/schivate, creando una sorta di ibridismo tra combattimento in tempo reale e una buona dose di tatticismo.

Ci rendiamo conto che detto così il discorso può non essere chiaro, per cui ritorniamo al principio della demo.

Nei panni di Cloud ci siamo ritrovati nel settore 1 del reattore Mako, in compagnia di Barret: già ne avevamo avuto prova con i trailer rilasciati, ma il nuovo character design ci convince appieno, puntando su un effetto più realistico, sebbene gli elementi caratteristici dei personaggi rimangano ben evidenti.


Durante la nostra discesa verso il reattore abbiamo incontrato alcuni soldati della Shinra Corporation e alcuni sistemi di difesa. Il combattimento contro di loro è stato fondamentale per prendere la mano col particolare sistema di combattimento. Innanzitutto dimenticatevi i riferimenti a Final Fantasy XV che avevamo ipotizzato negli articoli precedenti, perché come detto poc’anzi Final Fantasy VII Remake non è un tradizionale action rpg, dove occorre menare alla bene e meglio.

Cloud può effettuare attacchi semplici con la Buster Sword utili per riempire la barra ATB. Sì, il Remake presenta la tipica barra, ma la reinterpreta in ottica moderna: questa infatti, una volta riempita, consente di compiere degli attacchi speciali dagli effetti più potenti. Accanto ad essa vi è la barra degli MP, che come ci si può aspettare serve per lanciare le diverse magie. Subendo danni, invece, si riempie la barra della Limit.

La differenza con Final Fantasy XV sta anche nel fatto che non controlliamo esclusivamente Cloud, ma possiamo cambiare personaggi usando semplicemente i tasti direzionali. Nei panni di Barret, ad esempio, abbiamo potuto abbattere nemici posti in alture, irraggiungibili dai fendenti del biondo guerriero.

In generale, tutto questo non avviene in maniera prepotentemente frenetica: quando scegliamo di intraprendere azioni articolate premendo gli appositi pulsanti, il tempo va in pausa tattica, consentendoci di avviare la nostra strategia.

https://www.youtube.com/watch?v=Z3xSGv3Hfio

Ora, se quanto delineato finora sul battle-system di Final Fantasy VII Remake può sembrare esagerato quando parliamo alle guardie della Shinra (che in effetti abbiamo eliminato attraverso attacchi semplici), questo risulta adeguato nel combattimento contro il boss che abbiamo incontrato, ossia il Guard Scorpion.

Il duello è stato piacevolmente ostico, in quanto non si è limitato al premere convulsamente il pulsante azione, ma ha richiesto un piano d’azione in costante evoluzione in base ai suoi assalti: schivare o parare, per quanto utile, non è sufficiente per scampare ai suoi micidiali attacchi, per cui occorre cercare un riparo in breve tempo; così come è vitale l’arma di Barret quando il Guard Scorpion si arrampica sui muri o attiva un campo magnetico di protezione.

Con la giusta sinergia si può arrivare a scoprire la sua debolezza elementale, avviare Limit, o attacchi critici. Più danni consecutivi mettiamo a segno, più è facile ridurre il nemico in uno status barcollante, durante il quale la nostra offensiva può arrivare al 160% di danni in più.

La demo è durata poco, o almeno, questa è stata la sensazione una volta terminata, ma forse ciò deriva dall’adrenalina e dalla concentrazione richieste dal combattimento. Ad ogni modo, data la breve longevità della prova, non abbiamo potuto capire meglio la questione delle Materie, ma è sicuro che queste saranno presenti nel gioco. Infatti, nei trailer rilasciati, se ci soffermiamo ad osservare la Buster Sword di Cloud possiamo vedere le piccole sfere colorate incastonate nell’arma.

I dettagli che hanno reso celebre Final Fantasy VII più di vent’anni fa ci sono tutti, in più la nuova impostazione del battle-system, definibile frenetica ma allo stesso tempo tattica, ci sembra un apprezzabile compromesso, capace di dare nuova linfa alla settima fantasia finale.

Vi ricordiamo che la prima parte di Final Fantasy VII Remake arriverà il prossimo aprile, imperniata solo ed esclusivamente su Midgar. Visto le storie pregresse di Square Enix con Final Fantasy XV e Kingdom Hearts III, il timore di avere un’uscita troppo diluita nel tempo è elevata, anche perché non si ancora di quante parti consterà il Remake. Prima però di fasciarci la testa, ribadiamo che quanto vissuto a E3 2019 ci ha colpito piacevolmente, e che non possiamo che attendere con rinvigorita curiosità cosa ci riserverà l’iconica avventura di Cloud Strife e co.