Parole pesanti quelle che dici quando sei il nuovo grande capo del gruppo auto più chiacchierato del 2019 e, verosimilmente, del 2020. Carlos Tavares, apprezzato AD di PSA ma ora anche di PSA-FCA, ha rilasciato varie dichiarazioni prima di fine anno. Gli spunti interessanti ed influenti che abbiamo colto sinora, sono pochi ma incisivi, pensando alla “vecchia ottica Fiat” cara per gli italiani. Una galassia italo americana gloriosa, nella storia, ma orfana di Marchionne e criticata per certi risultati sul mercato da troppo ormai.

Onore al merito

Il primo spunto del grande capo PSA-FCA pensando al futuro, è un termine da subito usato parlando di staff. Dirigenziale top o meno che sia: la sola regola è la meritocrazia. Attese per sapere quindi di chi saranno i ruoli chiave, nel consiglio e nelle varie direzioni di prodotto e divisione. Pedine che si spostano e metodi o sistemi che variano. La paura, di chi tifa Fiat ed Alfa, o Maserati, è che ci siano delle inerzie a rallentare i marchi italiani già meno ben messi per vari aspetti, nella gamma modelli 2019 / 2020.

Economie di scala con aiuti EU

Il secondo spunto rilevante, nelle recenti parole di Tavares divulgate sulle agenzie internazionali, è quello della crescita, dell’espansione nei volumi. Un gruppo che non nasce come primo assoluto nei numeri e nemmeno può puntare ad esserlo subito, ma un gruppo che perseguirà economie di scala. Soprattutto per l’elettrificazione.

Quelle benedette o maledette (quale sia il punto di vista giusto, fate voi) batterie che “pesano tantissimo” un tutti i sensi per l’industria auto europea. Pesano anche per l’ambiente, il portafoglio e la coscienza dei nuovi automobilisti, diciamo noi; ma fortunatamente, sinora, poco per il mercato del circolante reale.

Anche su questo punto per i marchi FCA si prospettano evoluzioni o, magari, rivoluzioni tutte da verificare. I tedeschi e certa concorrenza asiatica, questo fronte lo hanno già delineato con margine temporale, facendo partnership. Per Tavares la questione è sistemata solo nel prossimo triennio, ma non a seguire. Il target sarebbe fare delle batterie europee per tutte le elettriche PSA – FCA, ma non riuscirci soli e in fretta: serve l’aiuto dell’Unione (magari con regole e incentivi a tutela del vecchio continente rispetto a quello asiatico). In questo ammettiamo che, dopo anni, anche per FCA si potranno alzare voci forti, nei contronti della politica, locale e sovranazionale

Autonomia dei singoli?

Ultimo punto è quello organizzativo interno. Poco percepito dagli automobilisti, ma influente per la quotidianità del lavoro di migliaia di persone, anche in Italia e per i risultati sia finanziari sia di gamma, immessa sul mercato. Chi deciderà quali e come saranno i nuovi modelli di auto e SUV per Fiat, Alfa, Lancia, Peugeot, Opel, Citroen, DS? Ma anche Jeep e gli altri marchi legati, dagli USA, dal mondo dei mezzi commerciali (oltre una dozzina)? Lo schema che vede Tavares è quello a matrice, su assi correlati che sono sì i singoli marchi, ma anche le aree geografiche e le funzioni. Quale degli assi peserà maggiormente e come, sarà tutto da vedere in un colosso fatto di unioni ancor giovani, da amalgamare o addirittura inedite, fino al secondo semestre 2020. Su questi aspetti, di amalgamare il tutto, Tavares si vede fiducioso nell’opera flessibile dei suoi uomini, incentivati nella loro capacità di assumere delega rispetto al grande capo globale e agire, autonomamente, per il bene dell’azienda.

Insomma questioni di livello aziendale da sciogliere ce ne saranno parecchie per il nuovo grande gruppo auto PSA – FCA. Staremo a vedere senza attenderci scossoni percepibili da fuori almeno per un anno. Che poi, parlando di anno, nuovo, il primo gradino per tutti indipendentemente dalla fusione PSA con FCA; è quello di gestire le restrizioni europee sul fronte emissioni allo scarico. Basta guardare i nuovi listini 2020 delle Case e certe promozioni su certi modelli piuttosto che altri, per capire chi sta “tamponando” o meno. In quest’ottica il citato peso delle batterie, che azzerano le emissioni allo scarico, ma non quelle generali e globali dell’industria, aumenta. Ecco perchè in questi giorni vi abbiamo parlato anche dei ritardi sule “attesissime” per qualcuno, novità elettrificate Fiat.