C’è un paese europeo che, con l’aiuto della tecnologia, sta combattendo e vincendo la lotta all’evasione e all’elusione fiscale. Grazie alla capillare sostituzione dello scontrino fiscale con la fattura elettronica in rete e all’introduzione della lotteria per premiare i contribuenti onesti, il Portogallo è riuscito ad uscire dal buio della gravissima crisi economica di qualche anno fa.

L’economista Ana Rita Vargas Arsénio, della Business & Economics School dell’Instituto Superior de Gestão di Lisbona, ha pubblicato di recente i risultati di una ricerca sull’efficacia degli strumenti legislativi, fiscali e tecnologici adottati nel dal Portogallo. C’è stata soprattutto l’implementazione del sistema di fatturazione elettronica (e-fatura), che obbliga i cittadini a richiedere la fattura per ogni acquisto o transazione tramite il NIF (numero di identificazione fiscale, analogo al nostro codice fiscale).

e-faturae-fatura

Dal 24 agosto 2012 c’è “l’obbligo di comunicazione elettronica delle fatture emesse da persone, fisiche o giuridiche, che hanno sede stabile stabilimento o domicilio fiscale nel territorio portoghese e qui esercitano le operazioni soggette all’imposta sul valore aggiunto (IVA), anche se esenti da esso”. Negli anni successivi l’Agenzia delle entrate e delle dogane (TA) ha “registrato un aumento generale delle entrate“, anche se “c’è ancora molto da fare nella lotta all’evasione fiscale”. Nel gennaio 2015 è stato approvato un nuovo piano strategico triennale. Il sistema di fatturazione elettronica ha consentito all’amministrazione fiscale di monitorare l’attività economica in tempo reale anche prima dell’avvio delle scadenze di conformità.

Il Portogallo è stato uno dei primi paesi europei a introdurre l’obbligo di fatturazione elettronica, che permette al fisco di controllare e monitorare in tempo reale il pagamento dell’IVA. La trasmissione dei dati è basata sul modello SAF-T (PT) (file di controllo standard a fini fiscali – versione portoghese), un file in formato XML per il controllo fiscale che contiene una serie predefinita di registrazioni contabili, documenti di fatturazione, documenti di spedizione e ricevute emesse in un formato leggibile e comune, indipendentemente dal programma utilizzato, senza influire sulla struttura interna del database del programma o sulla sua funzionalità. È diventato obbligatorio adottare questo modello di esportazione standard.

Nel 2013 è stato introdotto un incentivo fiscale, corrispondente al 15% dell’IVA riscossa in quattro settori: hotel e ristoranti, officine di riparazione auto e motocicli, parrucchieri. Cioè un premio fiscale che è diventato il motivo principale che induce i consumatori a richiedere l’emissione di fatture e respingere dunque la richiesta di pagamenti in nero.

Fatura da sorte lotteria portoghese per contribuenti fiscaliFatura da sorte lotteria portoghese per contribuenti fiscali

Un altro strumento che si sta rivelando efficace è la “fatura da sorte“, cioè una lotteria che assegna premi ai contribuenti e si basa sul numero della fattura elettronica con codice identificativo fiscale (NIF). Basta andare sul sito dedicato, inserire codice fiscale e numero della fattura, e verificare se si è stati fortunati o meno. C’è un’estrazione ogni settimana oltre a due mega-estrazioni ogni anno. Il mese scorso l’Agenzia portoghese delle entrate ha fatto sapere che da maggio a dicembre saranno distribuiti premi in titoli di stato e obbligazioni per un valore totale di 2,1 milioni di euro.

Quanto è costata la riforma portoghese? “Zero”, scrive Stefano Vergine nel suo bel reportage da Lisbona pubblicato dal settimanale L’Espresso. E aggiunge: “I commercianti si sono infatti limitati ad aggiornare i loro sistemi di fatturazione, permettendo a ogni registratore di cassa di trasmettere direttamente le ricevute al Fisco, e il nuovo sistema è partito.

Spiega Diogo Ortigão Ramos, avvocato di Lisbona esperto in diritto tributario e partner dello studio Cuatrecasas: “L’unico aiuto pubblico messo a disposizione consiste nella possibilità offerta ai commercianti di recuperare più velocemente del passato i costi sostenuti per aggiornare i registratori di cassa. Anche per questo credo che la riforma abbia avuto un successo clamoroso a livello popolare. Ha permesso di ridurre l’economia sommersa e ha modificato la percezione della gente nei confronti delle tasse”. Il tutto senza aumentare la spesa pubblica né la pressione fiscale.

E in Italia? Come sappiamo, gli unici registratori di cassa collegati direttamente al fisco sono quelli delle farmacie, che emettono il cosiddetto “scontrino parlante”, e ci permettono di trovare le detrazioni direttamente online, nella dichiarazione dei redditi precompilata. Ah i lusitani.