ABU DHABI – L’unica consolazione è che sarebbe cambiato poco. Molto poco. Perché l’errore sul finire delle qualifiche da parte della Ferrari, con Leclerc che ha preso il semaforo rosso prima di lanciarsi per il giro veloce, non avrebbe cambiato la sostanza. Ovvero di una Mercedes imbattibile su questa pista e su un Lewis Hamilton autore della pole position davanti al compagno di squadra Valtteri Bottas. E non sarebbe cambiato forse nemmeno contro il terzo, Max Verstappen della Red Bull, anche se Leclerc un pensierino ce lo avrebbe fatto.

E’ una Ferrari che, comunque, occupa la seconda fila con i due piloti, Vettel è arrivato subito dietro a Charles e grazie alla penalizzazione di Bottas (ha sostituito motore, cambio e pure i cerchioni…) le due rosse partono subito a ridosso della coppia terribile di Interlagos. Il problema della Ferrari in questa qualifica è stato evidenziato dalle difficoltà di inserimento nell’ultima parte del tracciato, la più lenta. Già il venerdì quel tratto era ostico, tanto che sia Vettel sia Leclerc hanno sbattuto nella stessa curva e il sabato Vettel ha bissato con un testacoda sul traguardo. Una macchina alleggerita dietro, con un inserimento deciso per evitare il sottosterzo e il risultato è un compromesso in cui si perde qualcosa di qua e di là limitando i danni sul veloce.

“Cosa? Sei decimi di vantaggio?” ha esclamato Leclerc quando gli hanno comunicato il primo giro veloce di Hamilton, come dire che gli stessi ferraristi erano rimasti sorpresi. Poi l’ennesimo errore sul finire, ovvero per non sorpassarsi con gli avversari diretti, ed evitare situazioni difficili, si è tergiversato perdendo tempo ai box per far uscire i piloti e una volta in pista Leclerc è andato molto piano nell’ultimo tratto col risultato di beccare il semaforo rosso prima di potersi lanciare nel giro veloce, mentre Vettel ci è riuscito per un soffio anche se poi non ha migliorato di molto. E’ sembrata quasi la stessa situazione di Monza e risulta difficile capire come faccia un team organizzato come la Ferrari a finire in una situazione simile.

Di sicuro sarà argomento di miglioramento per la prossima stagione, rivedere l’organizzazione sul muretto, perfezionare i pit stop, ottimizzare la macchina organizzativa e le comunicazioni coi piloti. Il potenziale è altissimo, adesso è questione di dettagli e manca davvero poco per ricreare una struttura imbattibile. Gli elementi ci sono tutti e da questa stagione, da certi errori, arrivano insegnamenti importanti. Piuttosto Vettel è apparso molto più in difficoltà rispetto a Leclerc. Sebastian ama le auto sovrasterzanti, ma forse stavolta si esagerato un po’. Intanto Hamilton non vuole lasciare nulla di intentato e vuole chiudere in bellezza un mondiale che lo ha visto protagonista imbattibile e pronto a strizzare l’occhiolino alla Ferrari per il futuro