F1 2018, GP Shanghai, Verstappen come Marquez?

SHANGHAI – La faccia da schiaffi è quella giusta, di quelle indisponenti che appena apre bocca ti verrebbe voglia di mollargli una sberla. Però è giovane, ha talento (tanto) e ancora non conosce i propri limiti. Per Max Verstappen la gara si è conclusa con l’ennesima polemica. Nata dopo che ha speronato la Ferrari di Vettel, costringendo entrambi a un testacoda. In questo caso il delitto di lesa maestà è molto forte, perché fin tanto che Verstappen butta fuori gli altri, a partire dalle Mercedes, è una testa calda ma in fondo fa il pilota. Se tocca una Ferrari, apriti cielo! Come se chi guida le rosse di Maranello in passato (e anche nel recente presente) non abbia mai commesso qualche sbadataggine.

Purtroppo il pupo ha le stigmate del kamikaze, il vento divino diventato sinonimo di suicida. Dal punto di vista sportivo è così, ma se i gran premi non sono noiosi, non sono la solita sfilata in fila indiana in attesa del cambio gomme, lo si deve a piloti come Verstappen che ci provano, ci mettono il cuore e l’incoscienza e danno spettacolo. A volte va male, se poi coinvolge una Ferrari tutti pronti a criticare perché da noi esiste il tifoso che dà lezioni di etica. Sempre a favore, inteso. E’ lo stesso che è accaduto in MotoGP con Rossi e Marquez. Lo spagnolo ha sbagliato l’ingresso in curva e ha steso Rossi, così come Verstappen ha steso metaforicamente Vettel. Entrambi sono andati poi a scusarsi, Rossi non l’ha presa bene e rinfocola la polemica (sbagliando perché anche lui non è esente da peccati) Vettel ha dato una pacca sulla spalla al giovane avversario e la cosa è finita lì.

Ecco, adesso immaginate un gran premio moto o F.1 senza l’adrenalina dell’imprevisto, di un Marquez che si inventa il sorpasso o un Verstappen che comunque ci prova. Volete i brividi ma condannate chi li procura. Si parla di testa e cuore quando già in tangenziale a 50 all’ora qualcuno perde la concentrazione e combina disastri. Però è pronto a giudicare, a dare la colpa e a sparare sentenze. Marquez ha sbagliato, Verstappen pure. Ma hanno fatto grandi cose e hanno grande talento. E proprio quel talento li porta a fare scelte che a volte sono sbagliate. Ma non per questo si deve pensare che i cattivi siano loro e i buoni gli altri. Lì in mezzo di buoni e cattivi non ce ne sono. Son solo sportivi, ragazzi, che rischiano in proprio e che ci mettono il cuore. Questo va sempre capito e a volte perdonato. Come ha fatto Vettel con una pacca sulla spalla a Verstappen.