Existenz, lasciate ogni certezza o voi che giocate in VR

Ted: Siamo persi insieme in questo mondo informe, con regole e obiettivi quasi sconosciuti, indecifrabili, forse nemmeno esistenti. Siamo sempre sul punto di essere uccisi da qualcosa che non capiamo.

Allegra: Sì, sembra proprio il mio gioco.

Ted: Sembra proprio un gioco che sarà difficile da vendere.

Allegra: Ma è un gioco che tutti stanno già giocando.

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Trama e ambientazione

eXistenZ
Anno 1999
Regista David Cronenberg
IMDB 6.8/10
Rotten Tomatoes – Critici top 58
Rotten Tomatoes – Tutti i critici 71
Rotten Tomatoes – Pubblico 69
Metacritic – Critica 68
Metacritic – Pubblico 2.9

eXistenZ è un videogioco in Realtà Virtuale a cui il giocatore si collega tramite una connessione diretta al sistema nervoso. Una volta connesso, il giocatore non è più in grado di distinguere il gioco dalla realtà e si cala in un mondo che non è solo fittizio.

Ma è anche l’allucinata, surreale, ipertrofica creazione di Allegra Geller (Jennifer Jason Leigh). Durante una presentazione Allegra viene aggredita da un fanatico, membro di un gruppo di persone che si oppongono alla VR in nome della “realtà reale”. Allegra sopravvive e chiede a Ted di aiutarla a salvare il software, danneggiato dall’attentatore, entrando anche lui nella simulazione.

Devi giocare al gioco per capire perché stai giocando al gioco.

Sappiamo che Existenz è ambientato nel futuro perché al centro del film c’è una tecnologia che ancora non esiste. Non solo nel concetto – una VR così perfetta da essere indistinguibile dal Reale – ma anche nella pratica.

Voglio metterlo in pausa. Si può mettere in pausa, vero? Insomma, tutti i giochi si possono mettere in pausa, no?

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A cominciare dal gamepad, un disgustoso e informe ammasso gelatinoso, almeno parzialmente organico. Potrebbe essere tanto di silicone quanto di carne e per giocare bisogna toccarlo, carezzarlo, affinché reagisca e mandi messaggi direttamente alla colonna spinale. Già dai primi minuti la firma del maestro Cronenberg è in ogni fotogramma.

Il film propone nuove varianti di temi tipici di Cronenberg, ma offre anche metafore intriganti sul ruolo dell’artista in un mondo dominato dai consumatori e sugli effetti ambivalenti di un intrattenimento feticizzato e basato su emozioni molto intense e molto brevi. (Timeout)

Dopo il gamepad l’altro oggetto che definisce la realtà di eXistenZ è la pistola usata per l’attentato. Non è fatta in metallo, per superare i controlli di sicurezza; è invece un assemblaggio di carne e ossa, qualcosa che come il gamepad sembra avere una vita propria.

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Dopo il breve prologo la trama vera e propria entra nel vivo con Ted e Allegra che si muovono in un mondo che potrebbe essere reale o simulato – né loro né lo spettatore possono mai averne la certezza assoluta. Frammenti e immagini si compongono come un mosaico incomprensibile, i momenti si ripetono come variazioni sul tema di una sinfonia aliena.

Allegra: Allora come ti sembra?

Ted: Cosa?

Allegra: La vita reale, quella per cui hai voluto tornare.

Ted: Sembra del tutto irreale.

Ted fatica a comprendere cosa dipende dalle sue decisioni, cosa da quelle di Allegra e cosa è determinato dal programma del gioco. A volte i personaggi secondari si comportano in modo assurdo, a volte i due si ritrovano in un luogo e in un tempo diverso da un fotogramma all’altro – con un meccanismo tipico delle rappresentazioni oniriche.

Ancora più piacevole è il taglio giocoso – una novità per Cronenberg – e la narrazione rilassata e tortuosa, una serie di scatole cinesi che lascia i fuggitivi e gli spettatori a domandarsi dove diavolo si trovano e cosa potrebbe succedere dopo. Un divertimento oscuro e delirante. (Timeout)

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È un mondo che sembra costruito con pezzi avanzati di pianeti sconosciuti, di realtà alternative immaginate da artisti visionari. In termini di messinscena, in effetti, Existenz è forse tra i film più rappresentativi dello “stile Cronenberg”, insieme a Scanners (1981) e La Mosca(1986).

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Allegra e Ted si muoveranno nella realtà creata dal software, affronteranno minacce esotiche, saranno testimoni di scenari lisergici e di parossismi multicolore.

Ted: Il libero arbitrio evidentemente non conta molto in questo mondo.

Allegra: È come la vita reale. Ce n’è quanto serve per renderla interessante.

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Alla fine del loro viaggio torneranno nella stanza in cui tutto è cominciato; qui i protagonisti e lo spettatore scopriranno contemporaneamente cosa è reale e cosa è finzione. Nonostante l’esotismo di eXistenZ, Cronenberg riesce a costruire un finale a sorpresa senza rinunciare a un intenso pathos drammatico.