MILANO – Il governo boccia senza riserve il piano presentato la scorsa settimana da Arcelor Mittal per l’ex Ilva. “Con il trascorrere tempo abbiamo capito che l’abolizione dello scudo penale era una scusa per restituire impianti. La proposta del piano presentata da Arcelor Mittal è inaccettabile per due ragioni: mette in discussione i livelli occupazionali e il piano di investimenti allungandone a dismisura il tempo”, ha detto il ministro dello Sviluppo, Stefano Patuanelli, secondo quanto riferiscono i sindacati nel corso dell’incontro, apre la riunione sul nuovo piano industriale presentato dall’azienda. “Di sicuro il Covid ha inciso sull’economia globale ma l’accordo del 4 marzo era un punto di partenza, esiste un contratto e anche un accordo sindacale”. L’obiettivo è il “mantenimento della piena occupazione”, ha detto riferendosi non solo ai 10.700 del gruppo ma anche a chi è in amministrazione straordinaria.

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Dello stesso avviso il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Il nuovo piano presentato “per noi è inadeguato. Questo piano va ben oltre l’adattamento agli effetti del covid-19. Questo piano si distacca sostanzialmente dall’accordo del 4 marzo e non è una base accettabile”.

Uilm: “Tempo scaduto, uscire dal ricatto di Mittal”

“Il tempo è scaduto. Usciamo dal ricatto di Mittal, prendete il 1,5 miliardi e investitelo sui lavoratori, mettendoli in sicurezza e tutelando la loro occupazione. Il piano industriale presentato da Mittal venerdì per noi non esiste rispeditelo al mittente come l’accordo del 4 marzo”, ha attaccato invece il leader Uilm Rocco Palombella, al tavolo con il governo sul piano industriale di A.Mittal. “I lavoratori sono disperati e in Cassa integrazione a 900 euro al mese. Gli impianti sono fermi e cadono a pezzi. Vi dovete interessare della vita dei lavoratori, ci sono gravi responsabilità della politica. Dovete dire come volete tutelare 20 mila lavoratori”,

Intanto è cominciato in tutti i siti italiani di Arcelor Mittal lo sciopero dei lavoratori diretti e dell’appalto, proclamato dai sindacati per protestare contro il piano industriale presentato dalla multinazionale, che prevede oltre 3mila esuberi e il mancato rientro in servizio dei 1.600 lavoratori rimasti in capo all’Ilva in Amministrazione Straordinaria.

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