sabato 7 ottobre 2017 08:06

Serie B, è in casa della Cremonese che l’Unicusano Ternana vuole tornare a stupire. È ancora “concentrazione” la parola d’ordine per l’Unicusano Ternana, in vista della trasferta di domani in casa della Cremonese. Non si è stancato di ripeterlo e di ripeterselo il tecnico Sandro Pochesci («In futuro forse smetterò di fare conferenze, mi distraggono e devo essere concentrato»): è cosciente, il mister, di quanto pesi la responsabilità che ha sulle sue spalle. «La storia calcistica a Terni si vive sulla pelle, so cosa sto rappresentando», sposta i riflettori su di sé per lasciar tranquilli i ragazzi che – lo sa bene – tendono a vivere le pressioni esterne in modo più complesso: «Quando giocavo, invece, le critiche mi caricavano».

VICINANZA. Gioca a tutto campo Pochesci: di fronte avrà la Cremonese di Tesser, uno che a Terni ha lasciato un ottimo ricordo. «Una signora squadra, che non possiamo affrontare a specchio – prosegue il tecnico – perché significherebbe avere paura dell’avversario. Nessuna squadra finora ci ha maltrattato: c’è chi ci ha battuto, chi ci ha superato sul piano psicologico. Ma i nostri errori sono stati quasi sempre individuali». Poi riflette sulle sue “colpe” per i sei punti colti in questo inizio di Serie B su ventuno disponibili: «Forse mi sono un po’ addormentato per i tanti elogi nelle prime partite. Ho portato le mie idee di gioco troppo oltre e ho messo in difficoltà i ragazzi. Le due curve però sono state sempre al mio fianco e al fianco della Ternana. Tutti stiamo lavorando, in primis la società». La presenza costante del patron Stefano Bandecchi è un segnale importante per l’Unicusano Ternana: «Una volta era allergico al calcio, ora è sempre al nostro fianco – scherza Pochesci, che poi sottolinea – La sua presenza per noi è importante, abbiamo parlato a lungo e preso delle decisioni che vedrete in futuro. La società dimostra di esserci sempre vicino». Ora c’è la trasferta in casa della Cremonese, di quelle che fanno tremare le vene ai polsi perché la Cremonese è allestita per un campionato di vertice, una «squadra arcigna e solida» che nelle ultime cinque uscite ha subito solo tre gol (ed è uscita indenne da casa del Frosinone). Ieri Pochesci ha voluto lavorare a porte chiuse: «Abbiamo provato qualcosa di diverso, volevamo lavorare concentrati ed evitare fughe di notizie». Non esita a definire quella dello Zini la partita della vita per caricare i suoi, rispettando l’avversario e il tecnico, che «bada molto alla concretezza e ha creato una squadra molto equilibrata, a differenza del sottoscritto».

PACE FATTA. Ma ieri è stato anche il giorno del chiarimento in merito allo scambio con il Don Gnocchi, avuto dopo una battuta pronunciata dal tecnico alla fine della gara col Brescia. La Fondazione Don Gnocchi e Pochesci si erano già chiariti dopo una nota sul p r o f i l o Facebook del tecnico, nella quale si scusava di aver «involontariamente offeso tutti coloro che fanno parte di una realtà straordinaria per quello che fa quotidianamente». Il tecnico lo scorso anno si era già dimostrato molto attento alle problematiche legate alla disabilità, invitando l’azzurro della nazionale amputati Luca Zavatti a sostenere due allenamenti con l’UnicusanoFondi. Lo stesso Zavatti ha inviato ieri un audio messaggio dicendo che Pochesci era stato il primo a rispondergli («avevo contattato tante società di Lega Pro e di Serie B e dopo aver provato con allenatori e ds, soltanto lui ha risposto alla mia proposta, dopo mezzora da quando lo avevo chiamato») e lo ha ringraziato «per la sensibilità dimostrata e per l’amicizia che poi si è creata». Pochesci ieri ha anche aggiunto di aver comprato personalmente del materiale sportivo per i ragazzi del Don Gnocchi, che gli recapiterà personalmente appena possibile per andare a visitare una realtà così importante e attiva nel campo dell’inclusione sociale.