L’incidente di Lodi

Proseguono le indagini condotte dalla procura di Lodi. La società francese produce quella parte del deviatoio numero 5 che avrebbe causato l’incidente

14 febbraio 2020


Deraglia Frecciarossa a Lodi, morti due macchinisti

2′ di lettura

C’è un nuovo indagato “eccellente” in seguito alle analisi sul deviatoio che ha causato il disastro ferroviario di giovedì 6. compiute dalla procura di Lodi. È l’amministratore delegato di Alstom Ferroviaria Michele Viale.

Si tratta del settimo indagato, dopo i cinque addetti alla manutenzione con l’ipotesi di reati colposi e dopo l’azienda Rfi, indagata per responsabilità amministrativa. Alstom Ferroviaria avrebbe prodotto una parte dell’attuatore dello scambio incriminato di aver causato l’incidente, sul quale i consulenti della procura hanno evidenziato un’anomalia elettrica.

Giovedì 13 Rfi aveva immediatamente sospeso il montaggio di attuatori di questo tipo, anche se quello montato sul luogo dell’incidente era uno scambio nuovo di fabbrica. Il cambio del deviatoio n.5, quello responsabile dell’incidente, era già stato programmato da tempo. È così che dalla procura di Lodi il pm Domenico Chiaro, incaricato delle indagini, ha sottolineato mercoledì che, «dopo aver diramato immediatamente un alert di sicurezza considerato che quei componenti vengono veduti in tutta Europa», ha deciso di «valutare anche altre posizioni». E le indagini si sono effettivamente allargate, coinvolgendo anche Alstom Ferroviaria.

Lo stesso procuratore aveva comunque sottolineato giovedì che, dopo aver montato un pezzo nuovo è naturale che ci siano dei test per confermare che tutto funzioni alla perfezione, prima di riattivare un passaggio dove transitano treni a velocità vicine ai 300 km/h. E quindi le indagini con i primi 5 indagati stanno proseguendo, con il campo delle responsabilità non più solo attribuibile agli operai che lavorarono quella notte sul cosiddetto “punto zero”, ma anche a chi ha prodotto i materiali utilizzati per la manutenzione.