“Quando abbiamo ricevuto la prima chiamata che ci segnalava una emergenza abbiamo subito attivato il protocollo ma credo che ormai, sinceramente, fosse tardi: il virus stava circolando già da qualche giorno nella casa dei saveriani”.

Bianca Borrini, del servizio di Igiene pubblica dell’Asl di Parma, è la professionista che sta coordinando migliaia di richieste di soccorso in questo periodo “che mai avremmo immaginato”, racconta che nel caso dei 13 missionari morti in meno di 15 giorni a Parma nella sede dei saveriani l’ “aiuto” da parte delle autorità c’è stato, ma “purtroppo quando siamo stati avvisati era già tardi per contenere il contagio”.

“Quando ci chiamano per un presunto caso di Covid-19 forniamo informazioni per attuare delle misure di azione o contenimento. Ogni caso o segnalazione è differente. Nel caso di case famiglia, strutture di cura per anziani o, come in quello dei saveriani, di complessi residenziali privati dove vivono i missionari, oltre alle istruzioni sull’auto isolamento cerchiamo di coordinare e organizzare i primi interventi” spiega Borrini specificando che “dai saveriani “inizialmente, quando probabilmente il virus è già entrato, c’è stato un problema di assistenza. Il loro medico all’inizio, forse per emergenza, non era reperibile”.

“Abbiamo fornito – prosegue – una prima assistenza telefonica e poi, nel tempo, sono stati lì una pneumologa, un medico del pronto soccorso, volontari del 118. Lì c’è già un medico, un missionario, che ha ricevuto istruzioni sull’isolamento. Tra la preoccupazione delle autorità e di tutti, abbiamo fornito anche materiale e medicine, ma ripeto: purtroppo il virus aveva già contagiato più persone. Molti dei missionari sono persone che hanno girato il mondo, che conoscono le guerre, l’ebola e poi sono tornate a Parma. Forse, per indole, all’inizio non si sono fatti spaventare dal virus, che probabilmente però come detto, era già presente. Così sono iniziati i decessi”.

L’esperta spiega che la situazione dei saveriani è quella che “si è verificata anche in altre strutture residenziali di Parma per anziani o strutture assistenziali. Se il virus entra fa una strage: al di là dei ricoveri in ospedale, le persone che rimangono all’interno di strutture in auto isolamento, quando il virus è già molto diffuso, sono a rischio. Si diffonde davvero velocemente e purtroppo abbiamo visto famiglie decimate” spiega Borrini preoccupata.