Condividi

15 febbraio 2020

Dopo una lunga attesa, dovuto ai protocolli medici, è tornato in Italia Niccolò, il 17enne di Grado bloccato per due volte a causa della febbre a Wuhan, la città cinese focolaio del coronavirus. L’aereo, KC 767A, dell’Aeronautica Militare sul quale ha viaggiato è atterrato a Pratica di Mare in prima mattinata. Ad attenderlo all’aeroporto, tra gli altri, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. “Appena atterrato il volo che ha riportato Niccolò in Italia. Bentornato a casa!” ha scritto il ministro sulla sua pagina Facebook, dopo l’atterraggio. Il ragazzo è stato sottoposto a ulteriori controlli prima di lasciare in ambulanza l’aeroporto di Pratica di Mare per il suo trasferimento allo Spallanzani dove resterà in quarantena.

Nonostante le analisi avessero escluso un contagio a causa dei protocolli che prevedono lo stop alla partenza in caso di sintomi come la febbre, al giovane era stato impedito di imbarcarsi con gli altri italiani rimpatriati con due voli militari nelle scorse settimane. Per questo motivo, con l’obiettivo di evitare ulteriori stop alla partenza, stavolta per il 17enne è stato organizzato un volo speciale in bio-contenimento ossia su una speciale barella isolata.

Si tratta di una barella speciale protetta da un involucro di Pvc che permette l’osservazione e il trattamento del paziente in isolamento (gestito da un’equipe medica) con potenti filtri che impediscono il passaggio di particelle potenzialmente infette.

per la quarantena. Per Niccolò è stato utilizzato lo stesso protocollo con ilquale è stato rimpatriato dalla Sierra Leone un connazionale conuna grave forma di tubercolosi polmonare resistente a ognitrattamento farmacologico. Si tratta di una barella specialeprotetta da un involucro di Pvc che permette l’osservazione e iltrattamento del paziente in isolamento (gestito da un’equipemedica) con potenti filtri che impediscono il passaggio diparticelle potenzialmente infette.

In Egitto primo caso di contagio

Si tratta di “un cittadino di nazionalità cinese” ha riferito il presidente dell’Associazione dei Medici di origine straniera in Italia, Foad Aodi, in contatto con i medici locali. Il paziente è ricoverato in isolamento in ospedale. Si tratta del primo caso in Africa.

Il ministro della Salute, in una nota, ha spiegato di aver immediatamente informato l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e di aver preso tutte le misure necessarie per prevenire la diffusione del virus. Nell’ultimo bollettino dell’Oms, con i dati sull’epidemia aggiornati alla serata di ieri 13 febbraio, non risultavano casi confermati di Covid-19 nel Continente africano.

Sei vittime fra operatori sanitari, oltre 1.700 i contagiati

Sono sei gli operatori sanitari morti a causa del Coronavirus e oltre 1.700 i contagiati. Lo hanno confermato le autorità sanitarie cinesi. Il report sui decessi tra il personale medico e infermieristico arriva una settimana dopo l’ondata di indignazione pubblica scoppiata per la morte di Li Wenliang, il medico che per primo diede l’allarme dell’epidemia a fine dicembre ma che non viene creduto. Zeng Yixin, vice ministro e membro della Commissione sanitaria nazionale, ha spiegato che 1.102 operatori sanitari sono stati contagiati a Wuhan, la città focolaio. Altri 400 si sono ammalati in altri luoghi sempre nella provincia di Hubei. Molti medici di Wuhan, riportano i media, hanno dovuto assistere i pazienti senza maschere o tute protettive adeguate, ricorrendo spesso al riutilizzo di quelle già usate quando avrebbero dovuto cambiarle regolarmente.

I numeri del contagio

In Cina sono 66.492 le persone contagiate dal coronavirus, mentre il numero dei morti è salito a 1.523 e 11.053 ammalati versano in gravi condizioni. A fornire l’ultimo bilancio e la Commissione nazionale per la salute cinese. I dati mostrano un calo nel tasso di nuove infezioni, mentre i 124 morti registrati nelle ultime 24 ore mostrano un livello di mortalità in linea con i giorni scorsi.

Domani evacuazione dei cittadini americani dalla nave Diamond Princess

Il governo Usa ha organizzato per domani l’evacuazione volontaria dei proprio connazionali dalla Diamond Princess, la nave da crociera bloccata nella baia di Yokohama, in Giappone, dall’inizio di febbraio con a bordo oltre 200 persone risultate positive al nuovo coronavirus. La notizia, anticipata dal Wall Street Journal, è stata confermata dalla Cnn. I cittadini americani di ritorno in patria dovranno sottostare ad altri 14 giorni in quarantena. “Ci rendiamo conto che questo sia frustrante, ma queste misure sono coerenti con le attente politiche che abbiamo istituito per limitare la potenziale diffusione della malattia”, ha fatto sapere l’ambasciata Usa a Tokyo. Ieri è stato sbarcato dalla nave da crociera un primo gruppo di 11 passeggeri anziani, risultati negativi al test per il Covid-19.