Ancora un rinvio. La vertenza latte, in Sardegna, non ancora chiusa e la mobilitazione resta alta nonostante i primi passi del Governo. La visita e l’incontro del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, dei ministri dell’Agricoltura Gianmarco Centinaio e del Sud Barbara Lezzi (che hanno annunciato la convocazione del tavolo di filiera con i pastori a Roma per il 21 febbraio e interventi su Bruxelles il 19 e controlli sul prezzo) non ha avuto l’effetto di bloccare la “valanga bianca”. Ossia la mobilitazione dei pastori che si registra in tutta l’isola da quattro giorni per rivendicare il pagamento del latte a un prezzo congruo: ossia circa un euro al litro contro i 60 centesimi attuali o l’ancoraggio al prezzo del pecorino ma con una soglia minima di garanzia.

Proteste quasi estemporanee in cui i blocchi stradali si alternano al latte versato in strada. A Burcei 15 persone incappucciate hanno fermato una cisterna del latte e dopo aver aperto le valvole hanno fatto finire in strada 3mila litri di latte. Altri bidoni con latte sono stati rovesciati in altri centri dell’isola. In altri casi, latte e prodotti sono stati regalati.

Un clima che ha allarmato anche Confindustria, che con una nota ha annunciato la propria disponibilit a costituire una governance ma ha chiesto di fermare la violenza. Dopo una mattinata di manifestazioni (da Alghero all’Oristanese, continuando con il Cagliaritano e il Sulcis) e un primo pomeriggio di tensioni e attesa, per il mondo delle campagne che coinvolge circa 12mila allevamenti (3 milioni di quintali di latte utilizzato eil 60% viene impiegato per la produzione di pecorino romano), l’incontro del mondo delle campagne con il premier Giuseppe Conte, il ministro dell’Agricoltura Gianmarco Centinaio e il ministro per il Sud Barbara Lezzi.

Abbiamo incontrato una delegazione di allevatori, in particolare del Movimento pastori sardi – sono le parole del premier Giuseppe Conte appena arrivato in Prefettura a Cagliari – . Il 21 febbraio alle 11.30 ci sar un tavolo di filiera, lo annuncer anche il ministro dell’Agricoltura Centinaio, al quale prenderanno parte per la prima volta anche i pastori della Sardegna. E adesso saranno allo studio delle misure per venire incontro alle loro richieste. Poi, dopo il vertice in prefettura e ricordando che esiste “un problema di vincoli europei”, l’annuncio che “da domani mattina col ministro studieremo misure per sopperire all’urgenza, cio il surplus di prodotto e quindi quel divario dal punto di vista della ricompensa che non soddisfa i pastori”. Anticipando che la “questione latte sar portata a Bruxelles il 19 febbraio” il ministro Centinaio precisa che “l’idea quella di aprire un tavolo di filiera subito per il 21 di febbraio al ministero dove siano presenti tutti i rappresentanti: pastori, associazioni di categoria e trasformatori”. Iniziativa con un obiettivo: “fare sedere al tavolo di filiera anche la grande distribuzione”.

Dal ministro l’invito che “anche da parte dei pastori vi sia la volont di interrompere i presdi almeno fino al 21 di febbraio e vediamo chi ha buona volont e chi no”e la necessit di capire “se i consorzi hanno tutelato i consorziati e quindi i produttori, se le quote sono state rispettate e se il consorzio in regola. Faremo dei controlli”. La ministra Barbara Lezzi, auspicando una mediazione con le aziende di trasformazione, rimarca come sia “necessario compiere una verifica sul consorzio rispetto all’attivazione delle quote latte”.

Parole che non sembrano per convincere i rappresentanti del mondo delle campagne. Felice Floris, leader del Movimento dei pastori sardi annuncia che “la mobilitazione non si ferma e va avanti. Tutti sono stati molto disponibili e ci hanno ascoltato ma siamo ben lontani dal trovare una soluzione. Il Governo attento e noi lo ringraziamo, ma a noi servono risposte in tempi brevi”. Da qui l’annuncio che “le proteste proseguiranno i prossimi giorni, ognuno agisce in quasi autonomia perch in gioco il proprio futuro e la propria esistenza”. Quanto al latte buttato, il leader del movimento dei pastori chiarisce: “ come se ognuno di noi si tagliasse una mano o buttasse il suo sangue. Perch il latte il nostro sacrificio e il nostro sudore”.

Da Confindustria arriva una richiesta e una proposta: stop alla violenza e via a una governance condivisa: “Le aziende sono fortemente minacciate ed assediate in un clima che diviene sempre pi incontrollato, con crescenti violazioni, ricatti e minacce che mirano, superando ogni limite tollerabile di legalit, a terrorizzare gli imprenditori, i lavoratori, i trasportatori e gli stessi allevatori che non aderiscono alla protesta – si legge nel documento -. Non sono accettabili e giustificabili le incursioni, i danneggiamenti, i vandalismi, i blocchi di questi giorni e di queste ore a danno delle imprese dei nostri territori”. Nella nota Confindustria ricorda che nel 2018 “le aziende hanno remunerato il latte ad un prezzo fuori mercato (85 centesimi) con il risultato di avere magazzini pieni di invenduto e con quotazioni nel contempo ridottesi di oltre il 30%”. Fa anche un appello ai due livelli istituzionali, regionale e nazionale, per superare gli ostacoli con cui le imprese devono fare i conti: “Le Aziende casearie sarde aderenti a Confindustria che rappresentano una componente della produzione, dell’occupazione e dell’esportazione isolana e che contribuiscono alla valorizzazione di una filiera produttiva determinante per la tenuta economica e sociale della Sardegna, chiedono al Governo Nazionale e Regionale di porre in campo un’azione forte e coordinata di governance che, evitando qualsivoglia strumentalizzazione o opportunismo di parte, miri a riportare con estrema urgenza sicurezza e sblocco operativo con percorsi condivisi e partecipati di attenuazione delle evidenti criticit e, al contempo, con l’impostazione di soluzioni programmatiche strutturali che evitino il riproporsi del fenomeno”.

Trasversale la solidariet al mondo delle campagne. Dai giocatori del Cagliari durante la partita al San Siro alla Dinamo Sassari di Basket, continuando con la Conferenza episcopale sarda che in una nota, manifestando la vicinanza ai pastori, coglie l’occasione per porgere l’invito a non buttare il latte perch “si tratta pur sempre di un ben di Dio che non deve andare sprecato”. Per mercoled previsto un incontro alla Regione con tutti i portatori di interesse per cercare di trovare una soluzione al problema.

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