La Commissione UE ieri ha approvato definitivamente l’acquisizione di 21st Century Fox da parte di Disney, stabilendo però dei paletti in ossequio alle norme antitrust. L’operazione da 52,4 miliardi di dollari era sotto analisi da diversi mesi e aveva fatto emergere perplessità per gli eventuali effetti collaterali negativi sulla competizione.

Bisogna infatti ricordare che si tratta di due delle principali major hollywoodiane con attività anche in ambito televisivo. Nello specifico oltre ai canali Disney, Fox, National Geographic e History, in Europa sono fornitori di broadcaster e distributori.

L’accordo prevede una fusione parziale di Fox: include i film, gli studi televisivi, le attività via cavo e internazionali, ma non Fox Broadcasting network, Fox News Channel, Fox Business Network, FS1, FS2 e Big Ten Network. Il problema è che anche considerando questo campo ristretto sarebbe nato un colosso che avrebbe potuto generare abusi di posizione dominante.


La Commissione però ha rilevato che le rispettive produzioni e il potere di distribuzione sono analoghi ai concorrenti Sony, Universal e Warner Bros. L’unica criticità poteva emergere in ambito televisivo e per questo motivo Disney ha accettato di dismettere la sua partecipazione nei canali History, H2, Crime & Investigation, Blaze and Lifetime – che detiene in joint-venture con Hearst tramite A+E Television Networks.

Eliminato l’ostacolo, la fusione potrà procedere senza ulteriori ritardi.