MILANO – Martedì pomeriggio sono arrivati i primi pareri chiesti dal consiglio di amministrazione di Cattolica, in vista del cda che il 16 gennaio li esaminerà ufficialmente e poi convocherà l’assemblea straordinaria sulla richiesta di modifiche statutarie presentate da alcuni soci. Secondo fonti finanziarie, sarebbe arrivato il parere di Mario Cera e molto probabilmente anche quello di Piergaetano Marchetti e di Matteo Rescigno (quest’ultimo chiesto dal Comitato per il controllo sulla gestione).

Secondo le prime indiscrezioni, il parere del professor Cera solleva più di una perplessità sulle proposte di modifica presentate dai soci. Sembrerebbe infatti che secondo il professore di Diritto commerciale alcune clausole siano in odore di illegittimità. Tra le modifiche “incriminate” ci sarebbero quelle sui requisiti personali (età massima di 75 anni, permanenza massima in consiglio di nove anni sugli ultimi quindici, collegata decadenza dal consiglio dei soggetti in queste condizioni). Perplessità anche sulle norme per il cambio di sede sociale.

I pareri sono stati consegnati martedì pomeriggio su richiesta del Comitato per il governo societario, che voleva avere il tempo di studiare le carte prima del consiglio di giovedì 16. Se venisse confermata l’impostazione “scettica” dei pareri, si potrebbe andare comunque verso la convocazione dell’assemblea, ma con una Relazione del consiglio, da allegare ai documenti assembleari, in cui si fa presente la possibile illegittimità di alcune misure.

All’interno di Cattolica da qualche mese sta andando in onda uno scontro molto aspro tra l’ex amministratore delegato Alberto Minali, cui sono state ritirare le deleghe con un colpo di mano a sorpresa, a fine ottobre scorso, e il presidente della compagnia, Paolo Bedoni. Per il momento Minali è rimasto in consiglio, ma è probabile che nei prossimi mesi rassegni le dimissioni, se non cambierà lo scenario.