MILANO – Si è chiuso l’aumento di capitale da 560 milioni di euro lanciato tra mille difficoltà da Banca Carige e richiesto dalla Vigilanza per garantire la sopravvivenza dell’istituto: secondo una nota diffusa dalla Liguria, è stato sottoscritto circa il 66% dell’offerta in opzione per un ammontare di circa 331 milioni di euro e circa il 77% della tranche riservata per un ammontare di circa 46 milioni. Risulta invece non sottoscritto il 34% delle nuove azioni offerte, per un controvalore circa di 167 milioni. Confermati gli impegni di prima allocazione per 120 milioni di euro.

A questo punto, la banca offrirà in borsa nei prossimi giorni i diriutti d’opzione non esercitati. All’indomani del termine dell’operazione, in Borsa si registrano in avvio di seduta forti volumi di scambi su Carige. Le azioni salgono ma restano tutto sommato in linea con il prezzo di emissione dei nuovi titoli (0,01 euro).

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L’aggiornamento sul fronte della raccolta di denari non è l’unico da Genova. Carige Carige ha infatti sottoscritto un accordo vincolante con Chenavari investment managers, per la cessione di una partecipazione dell’80,1% della società di credito al consumo di Creditis servizi finanziari, cui si legano anche un accordo distributivo e altri contratti affini. L’incasso dalla vendita è di 80,1 milioni, “con condizioni economiche sostanzialmente in linea con le previsioni del piano industriale 2017-2020 approvato il 13 settembre 2017; il closing della transazione è previsto entro il primo semestre 2018 ed è soggetto all’approvazione delle autorità regolamentari”, dice la banca.

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La cessione di creditis, spiegano ancora dall’istituto, “rappresenta un importante traguardo nel contesto del piano di rafforzamento patrimoniale della banca, confermando l’efficacia delle scelte strategiche e la capacità di execution del nuovo management team”.