MILANO – Ore 9.30. Partenza debole per le Borse europee: Milano è la peggior e cede lo 0,42%, Londra arretra dello 0,14% e Parigi dello 0,06%, mentre Francoforte si mantiene appena sopra la parità. Un avvio in flessione che segue le pesanti vendite che hanno colpito la Borsa di Tokyo, mandando già in soffitta il tentativo di rimbalzo di inizio novembre, che aveva fatto seguito a un ottobre fortemente deficitario per le Piazze finanziarie mondiali. Come spiega Bloomberg, pesa il rifluire delle speranze circa un accordo commerciale tra Usa e Cina, che aveva alimentato l’ottimismo nelle ultime sedute della scorsa settimana. Lo yuan è stato per altro protagonista di un ribasso, in area 6,91 per dollaro, nonostante l’attacco del presidente Xi al protezionismo e la promessa di aprirsi ancora di più ai mercati.

L’agenda fittissima di appuntamenti suggerisce per altro cautela gli investitori: si attendono gli esiti delle elezioni americane di midterm di domani e progressi sul fonte dei negoziati di Brexit, con il governo inglese che deve fare il punto sulla situazione in settimana. Come accennato, stamattina ha chiuso in forte calo la Borsa di Tokyo, con l’indice Nikkei in discesa dell’1,55% a 21,898,99 punti con le prese di profitto dopo i rialzi. In secondo piano i buoni risultati dell’indice Pmi composito che anticipa l’andamento economico: con 52,5 punti si è portato al top da 6 mesi. In Cina, invece, l’indice Pmi servizi è risultato ai minimi da un anno. Shanghai ha ceduto lo 0,4% e Shenzhen ha terminato gli scambi poco sotto la parità.

A Piazza Affari si sottolinea la decisione di Stm di dare via a un piano di riacquisto di azioni proprie per un valore fino a 750 milioni di dollari, che copre fino al 5,2% del capitale: avrà durata triennale. Deboli le banche, anche le maggiori come Intesa e Unicredit che sono uscite “promosse” dagli stress test che l’Eba ha comunicato venerdì a mercati chiusi (l’analisi).

Lo spread tra Btp e Bund tedeschi risale e si posiziona a 293 punti base nella settimana che cominicia con l’Eurogruppo e l’Ecofin, riunioni durante le quali il ministro Giovanni Tria sarà sotto il fuoco dei colleghi per spiegare la Manovra che non piace alla Commissione europea, che l’ha bocciata. Lo stesso esecutivo Ue diffonderà il giorno 8 le previsioni economiche sui Paesi membri, che daranno una misura di quanto sia ritenuta credibile la crescita al +1,5% stimata dal governo per il prossimo anno. Intanto il testo si appresta a cominciare l’iter parlamentare.

L’euro apre stabile sotto 1,14 dollari. La moneta europea passa di mano a 1,1392 dollari e a 129,’5 yen. Dollaro/yen poco mosso a 113,29. Sterlina a 1,3005 sul biglietto verde.

I prezzi del petrolio aprono in ribasso, mentre partono le sanzioni Usa all’Iran. L’avvio delle sanzioni è considerato soft dai mercati, dopo che Washington ha annunciato la temporanea esenzione di 8 paesi. Sui mercati asiatici i future sul Light crude Wti arretrano di 28 cent a 62,84 dollari e quelli sul Brent di 21 cent a 72,62 dollari al barile. Quotazioni dell’oro poco mosse in avvio di settimana con il metallo prezioso che cede lo 0,1% a 1.231,3 dollari l’oncia.