MILANO – Ore 10:10. Il riconteggio delle vittime del coronavirus nella regione epicentro del contagio genera un contraccolpo sui mercati finanziari, che trattano deboli mentre digeriscono i numeri restituiti dalle autorità cinesi in base alle nuove metodologie.

Alla vigilia prevaleva l’ottimismo in base alle informazioni sul rallentamento della diffusione dell’infezione, mentre oggi ci si interroga su cosa rappresenti questa revisione. Ci potrebbe anche essere un risvolto positivo dall’aumento della conta delle vittime, ragionano a Bloomberg, dal momento che potrebbe esser la spia di una maggior trasparenza e aderenza alla realtà da parte delle autorità cinesi.

Nel complesso, durante le ultime sedute l’andamento dei mercati è rimasto improntato all’ottimismo nelle ultime sedute. Non a caso, una misura del valore delle azioni a livello globale ha appena aggiornato il suo massimo storico. “I mercati si stavano appena abituando all’idea che l’epidemia Covid-19 fosse in trend decrescente, ma l’immediato rialzo del conto dei nuovi casi nella regione di Hubei ha dato loro uno scossone dal torpore”, ha spiegato Khoon Goh, a capo della ricerca per l’Asia di Australia & New Zealand Banking Group, all’agenzia finanziaria Usa.

Tra queste considerazioni, le Borse asiatiche hanno trattato deboli: Shanghai (-0,71%) e Shenzhen (-0,77%) hanno segnato il passo in Cina, seguite con cali più ridotti da Hong Kong (-0,29% a seduta ancora aperta), Seul (-0,24%) e Tokyo (-0,14%). Si è dunque disperso il traino dei record americani, con il Dow Jones che ieri sera aveva guadagnato lo 0,9 per cento.

Andamenti in linea in Europa e – in prospettiva, a giudicare dai future – negli Usa. Milano si conferma in calo dello 0,4% dopo le prime battute con Telecom in forte rialzo e Saipem debole. Le altre Borse Ue si muovono sulla falsariga di Piazza Affari: Londra scivola dello 0,85%, Parigi dello 0,3% e Francoforte dello 0,45 per cento. In una giornata di conti per le banche europee, spicca il caso di Barclays che rivela – insieme agli utili in crescita – di avere il ceo nel faro delle autorità per possibili collegamenti al caso Epstein.

L’euro è sostanzialmente stabile questa mattina all’avvio dei mercati. La moneta unica è scambiata a 1,0869 dollari rispetto a 1,0873 segnati ieri alla chiusura di Wall Street. Poco mosso anche nei confronti della sterlina a 83,87 pence. Apertura in rialzo per lo spread tra Btp decennali e omologhi Bund tedeschi a 130 punti, dai 129 punti della chiusura di ieri, il minimo dal maggio 2018. Un minimo trainato dal risultato dell’asta dei Bot semestrali e del collocamento del nuovo Btp a 15 anni con domanda record. Il rendimento dei titoli italiani è sceso allo 0,895%, tornando sotto a quello dei bond greci attestati allo 0,94%, per il secondo giorno consecutivo al di sotto all’1%.

Dalla Germania sono arrivati i prezzi al consumo di gennaio, che sono risultati in forte calo ma in linea con le previsioni, a causa principalmente delle riduzioni stagionali dei prezzi per i pacchetti turistici. L’inflazione ha segnato -0,6% rispetto a dicembre con l’inflazione annua a +1,7%. In Francia, la disoccupazione del quarto trimestre 2019 è risultata ai minimi dal 2008 all’8,1 per cento. Negli Usa si aspettano i dati sull’inflazione, che guida le mosse Fed, e sulle richieste di sussidi per la disoccupazione. Attesa poi per le previsioni economiche d’inverno della Commissione europea che vedranno un lieve taglio al Pil italiano.

Tra le materie prime continua il recupero dei prezzi del petrolio: il Brent, il greggio di riferimento europeo, con un guadagno dello 0,3% sfiora i 56 dollari al barile a 55,94 dollari. Il Wti sale invece dello 0,5% a 51,41 dollari al barile. Che l’incertezza resti comunque elevata è dato dalla risalita del prezzo dell’oro che cresce dello 0,5% a 1.573 dollari l’oncia.