MILANO – Ore 9.35. Borse europee deboli con gli investitori che tornano pessimisti sulle possibilità di un’intesa tra Stati Uniti e Cina sul fronte commerciale mentre in Europa i segnali arrivati ieri hanno indicato un rallentamento dell’economia del Vecchio Continente. Sul primo fronte pesano le dichiarazioni del consigliere economico della Cas Bianca Larry Kudlow, secondo cui c’è un “divario notevole” nei negoziati, escudendo anche un possibile incontro tra i presidenti dei due Paesi prima dell’1 marzo, quando scadrà la tregua commerciale. Milano cresce dello 0,1%, con Bper in grande spolvero dopo l’acquisto di Unipol Banca. Londra è piatta, Francoforte perde lo 0,18% e Parigi lo 0,04%. Più pesante la chiusura di Tokyo che si è fermata a -2,01%.

In apertura dei mercati l’euro viene scambiato a 1,1338 dollari, contro i 1,1355 dollari di ieri e 1,1345 dollari fissati ieri dalla Bce. Poco mosso lo spread, che si attesta a 284 punti base, con il tasso sul decennale italiano al 2,94% sul mercato secondario.

Tra i dati macroeconomici frena la sua corsaal’export tedesco, pur segnando anche nel 2018 una crescita significativa: è aumentato del 3% rispetto al 2017. Secondo l’istituto di statistica nazionale Destatis il Paese ha esportato merci per un valore di 1.317,9 miliardi di euro. Nel 2017 l’export era aumentato del 6%. Le importazioni nel 2018 si attestano sul +5,7%, per un valore di 1090 miliardi. Il surplus commerciale è di 227,8 miliardi. Nel 2017 era stato di 247,9 miliardi. Tra i dati attesi in giornata l’andamento della produzione industriale a dicembre e sempre dall’Italia l’Istat diffonderà la nota mensile sull’andamento dell’economia.

In calo il petrolio. Il Wti con consegna a marzo cede 40 centesimi a 52,24 dollari. A Londra il barile di Brent con consegna ad aprile si attesta a 61,16 dollari, lo 0,85% meno della chiusura di ieri. In flessione anche l’oro, 1308 dollari l’oncia.