MILANO – Ore 9.20. Occhi ancora puntati sullo spread in coda a una settimana che ha visto il differenziale Btp/Bund tornare alla ribalata dopo gli scossoni seguiti alla pubblicazione delle prime indiscrezioni sul programma condiviso da M5s e Lega in vista di un eventuale governo. Questa mattina il distacco tra il rendimento dei titoli decennali italiani e tredeschi si amplia nuovamente fino a 153 punti e ritraccia a 151, con il rendimento del nostro Btp che si attesta intorno al 2,13%, in crescita rispetto ai livelli visti ieri.

Le Borse europee sono in lieve calo dopo che ieri Wall Street ha chiuso inflessione, con il Dow Jones che ha lasciato sul terreno lo 0,22%. Milano è in calo frazionale dello 0,07%, Londra cede lo 0,09% e Parigi lo 0,17%. In controtendenza Francoforte in crescita dello 0,1%.

Continuano invece a correre i rendimenti dei Treasury, con il decennale ormai stabile sopra la soglia del 3% da diversi giorni. In controtendenza Tokyo, che ha terminato le contrattazioni in lieve rialzo.

A dar manforte al listino Usa potrebbe contribuire ancora la decisione a sopresa della Cina di ritirare la misura antidumping – una tassa fino al 178,6% – introdotta alcune settimane fa contro l’importazione del sorgo americano. In una nota, il ministero del commercio cinese ha annunciato che la decisione si deve alla paura di un rialzo dei costi di produzione degli allevamenti dal momento che il sorgo è infatti utilizzato soprattutto nell’alimentazione animale.

Sul fronte valutario l’euro recupera lievemnte terreno sul dollaro, protagonista di una fase di rafforzamento che dura ormai da quasi un mese. La moneta unica vale 1,1810 dollari, in rialzo rispetto alla chiusura di ieri, a 1,1793 dollari.

Sul fronte dei dati macro la giornata registra la frenta adell’inflazione giapponese, che arretra allo 0,6% contro lo 0,7% atteso e l’1,1% del mese precedente e i prezzi alla produzione in Germania, che per il mese di aprile hanno mostrato un rialzo dello 0,5% su base mensile dal precedente +0,1%.

Sulla sponda commodities, il calo delle scorte le minacce di interruzioni delle forniture da Iran e Venezuela fanno crescere il prezzo del petrolio. Il barile di greggio Usa (WTI) , con consegna a giugno, ha guadagnato 11 centesimi arrivando a 71,60 dollari sugli scambi elettronici. A Londra, il barile di Brent,con consegna a luglio, è in rialzo dello 0,25% a 79,50 dollari. Ieri durante la seduta aveva superato la soglia di 80 dollari, per la prima volta dal 2014. Stabile l’oro, a 1.290,49 dollari l’oncia.