MILANO – Ore 9.40. Le Borse si avviano verso la conclusione della settimana in calo. Milano cede lo 0,97%, Londra perde lo 0,61%, Francoforte lo 0,45% e Parigi lo 0,71%. Pesano prevalentemente le parole di ieri della Fed, che pur non intervenendo come atteso sui tassi di interesse ha previsto un nuovo rialzo per dicembre, il quarto nel corso dell’anno, in aperto contrasto con le volontà del presidente americano Donald Trump che nelle scorse settimane è stato molto critico con le decisioni di politica monetaria della Banca Centrale Usa. Seduta a segno meno anche in Asia, che risente soprattutto dei timori a proposito di un possibile rallentamento della crescita cinese. Preoccupazioni alimentate anche da alcuni ultimi dati poco incoraggianti,come il modesto rialzo dei prezzi al consumo e i dati deboli sulle vendite di auto. Tokyo ha quindi chiuso in calo dell’1,05%.

A Piazza Affari altra giornata segnata dai conti trimestrali approvati dalle grandi società quotate. Sotto i riflettori Tim, che ieri sera ha approvato i conti dei primi nove mesi evidenziando un rosso di 800 milioni annunciando di non confermare l’obiettivo fissato di rapporto tra indebitamento finanziario ed Ebitda previsto per quest’annno. Attesi, tra gli altri, anche i dati di Mps, Atlantia, Terna e Rcs.

Lo spread sfonda di nuovo quota 300 punti, con il rendimento del nostro titolo decennale al 3,44%. Sul fronte valutario l’euro è in calo i La moneta unica passa di mano a a 1,1337 dollari, contro i 1,1422 dollari di ieri in chiusura.

Non si ferma infine la caduta del prezzo del petrolio. Il barile di light sweet crude con consegna a dicembre cede 12 centesimi a 60,55 dollari. A Londra il barile di Brent con consegna a gennaio vale 70,83 dollari, lo 0,28% più della chiusura di ieri. In flessione anche l’oro, a 1219 dollari l’oncia.