MILANO – Ore 10.20. Avvio positivo per le Borse europee in scia ai nuovi record registrati ieri a Wall Street. Londra sale dello 0,37%, Francoforte cresce dello 0,18% e Parigi scende dello 0,07%. Milano parte positiva poi si assesta sulla parità.

La Borsa Usa ha accolto positivamente il rialzo delle stime di crescita del Pil americano nel secondo trimestre, ora previsto a +3,1%, mentre ha mantenuto una certa cautela sul piano fiscale annunciato da Donald Trump, che promette un massiccio taglio alle tasse per le imprese. L’incognita, più che sulle misure in sé, è sulla reale capacità del presidente del partito Repubblicano di superare positivamente l’esame del Congresso, dopo la pesante debacle accusata nel tentativo parlamentare di sostituire Obamacare.

Il dollaro resta stabile dopo il netto rafforzamento seguito all’annuncio del piano di riduzione fiscale. L’euro al cambio con il biglietto verde segna 1,177. Tokyo chiude in calo dello 0,03%, nonostante l’indebolimento dello yen sulla valuta Usa e una buona sequenza di dati macroeconomici sul Paese, con la produzione industriale nipponica in particolare che è crescita del 2,1% su base mensile ad agosto contro il + 0,8% di luglio.

A Piazza Affari gli occhi sono ancora puntati su Tim, dopo che ieri il cda ha formalizzato la nomina di Amos Genish come nuovo ad. Nelle stesse ore il comitato sulla golden power si è riunito a Palazzo Chigi, senza però dare indicazioni al termine sulla decisione in merito all’adozione dei poteri speciali. L’orientamento sarebbe quello di mettere a punto una sanzione a Vivendi per la tardiva comunicazione del controllo di Tim. Il titolo oggi è in lieve calo. Chiusa ieri invece l’Ipo Pirelli, con il prezzo finale fissato a 6,5 euro per azione.

Tra i dati macroeconomici attesi in giornata, la disoccupazione in Germania a settembre e l’inflazione in Italia e nell’eurozona, sempre a settembre. Il Centro Studi di Confindustria segnala invece un incremento della produzione industriale dell’1% in settembre su agosto. Nel pomeriggio dagli Usa arrivano il deflatore consumi e i redditi delle famiglie ad agosto, e l’indice Pmi (Chicago) relativo al mese di settembre.

Il prezzo del petrolio rallenta. Il Wti cede 5 cent a 51,51 dollari, il Brent sale di 9 cent a 57,50 dollari al barile. Restano deboli le quotazioni dell’oro: il lingotto con consegna immediata cede lo 0,2% a 1.285 dollari l’oncia.

Poco mosso infine lo spread. ll differenziale si attesa a 163 punti con il rendimento del decennale italiano al 2,11%.