MILANO – Ore 9.50. Le Borse europee si avviano verso le contrattazioni all’insegna dell’incertezza. Milano guadagna lo 0,25%, Londra perde lo 0,2%, Francoforte lo 0,12 mentre Parigi resta sulla parità. Ieri Wall Street ha archiviato la seduta in lieve rialzo mentre Tokyo ha chiuso questa mattina in leggero calo, con l’indice NIkkei che ha ceduto lo 0,29%. Ad alimentare la cautela dei mercati sono soprattutto le incertezze geopolitiche, prima fra tutte la minaccia di una guerra tra Stati Uniti e Corea del Nord, ravvivata ieri dalle parole del presidente Trump, che in una intervista alla Reuters ha parlato della “possibilità di un grande conflitto”. Di rischi geopolitici ha parlato anche ieri il presidente della Bce Mario Draghi, ricordando come – diversamente dal passato – le minacce più rilevanti per la tenuta della ripresa economica dell’Eurozona arrivino ora dall’esterno più che dall’interno.

L’Europa guarda soprattutto al voto francese intanto. All’avvio degli scambi europei l’euro è in lieve calo a 1,0866 dollari da 1,0876 alla chiusura di Wall Street ieri sera,mentre contro lo yen la moneta unica passa di mano a 120,92. La moneta unica – balzata oltra quota 1,09 dopo le elezioni e poi leggermente calato – è sceso più nettamente dopo che Draghi ha affermato che la Bce non è sufficientemente fiduciosa sul trend dell’inflazione.

In apertura sale a quota 195 punti base lo spread Btp-Bund, con il rendimento dei decennali tedeschi allo 0,31% in rialzo di un punto base, e quello degli omologhi nostrani al 2,26% in rialzo di 3 punti base.

Numerosi i dati attesi anche sul fronte macroeconomico. In Giappone l’inflazione scende a marzo dello 0,1% mentre cresce lievemente dello 0,2% sull’anno. La produzione industriale nipponica registra invece una flessione più netta: -2,1%, molto sotto le attese. In Italia al contrario l’industria offre spunti un po’ più incoraggianti. Ad aprile secondo quanto rileva il Csc la produzione risale dello 0,6% dopo nla flessione del mese di marzo.

In mattina al’Istat diffonde i dati sull’inflazione ad aprile e i prezzi alla produzione dell’industria a marzo. Dalla Francia il dato sull’inflazione indica un aumento ad aprile dello 0,1% su marzo e dell’1,2% sull’anno. Il Pil del primo trimestre cresce dello 0,3% rispetto allo 0,5% del trimestre precedente. La massa monetaria M3 della zona euro accelera invece a marzo segnando una crescita tendenziale del 5,3% dopo il +4,7% di febbraio. Attesi nel pomeriggio dagli Stati Uniti il costo del lavoro nel primo trimestre, l’indice pmi di aprile e la fiducia delle famiglie michigan di aprile.

Quotazioni del petrolio ancora sotto la soglia dei 50 dollari al barile nonostante il recupero delle ultime ore. I contratti sul greggio Wti con scadenza a giugno guadagnano l’1,4% e passano di mano a 49,54 dollari al barile. Il Brent sale invece di 61 centesimi a 52,05 dollari. Resta debole l’oro: dpve gli investitori preferiscono la cautela in attesa dei dati del Pil Usa e degli effetti del programma di riforma delle tasse del presidente Trump. Il lingotto con consegna immediata resta così a 1.265 dollari l’oncia.