MILANO – Le Borse europee restano chiuse oggi per le festività pasquali, mentre in Asia le Piazze che hanno scambiato sono riuscite a riportare timidi rialzi in scia al recupero di ieri di Wall Street. Oggi anche la Borsa americana si ferma con il “Good Friday”: ieri sera – grazie al recupero del comparto tech – il Dow Jones aveva guadagnato l’1,3% e il Nasdaq l’1,6%.

La Borsa di Tokyo è stata la più convinta e ha terminato l’ultima seduta della settimana col segno più, anche grazie allo stop alla manovra di apprezzamento dello yen. L’indice Nikkei ha guadagnato l’1,40%, a quota 21.454,34 aggiungendo 295 punti. Sul fronte dei cambi lo yen è stabile sul dollaro a 106,20, e sull’euro a un livello di 130,80. Con Sydney e Hong Kong chiuse, crescono sia le Borse cinesi, con Shanghai che sale dello 0,29% a 3169 punti e Shenzhen dell’1,2% a 1852 punti, sia quella di Seul (+0,39% a 2445 punti). Giova alle Borse anche il clima internazionale più disteso dopo la visita a sorpresa a Pechino del leader della Corea del Nord, Kim Jong-un, su invito del presidente Xi Jinping.

Dal fronte macro, in attesa dell’inflazione italiana, si segnala che la ripresa dall’export del comparto auto verso gli Stati Uniti sostiene la produzione industriale in Giappone, dopo le flessioni sostenute dei mesi precedenti. Nel mese di febbraio l’output registra una crescita del 4,1%, un dato che è comunque inferiore alle attese degli analisti, e segue l’accentuata revisione del meno 6,8% di gennaio. Il ministero dell’Economia ha mantenuto il giudizio sull’andamento della produzione, citando ‘la lieve ripresa in corso, con un aumento dell’automazione, a causa della carenza di forza lavorò. Secondo l’indagine governativa le imprese nipponiche prevedono un incremento della produzione dello 0,9% in marzo e del 5,2% in aprile. Notizia negativa invece sul fronte della disoccupazione, che a febbraio risale al 2,5%.

L’euro è in rialzo sul dollaro e passa di mano a 1,2327 rispetto al valore di 1,2303 di ieri dopo la chiusura di Wall street. Sullo yen vale 130,80. Quotazioni dell’oro in lieve recupero sui mercati asiatici dove il lingotto con consegna immediata passa di mano a 1.327 dollari l’oncia (+0,2%).