MILANO – Ore 10.30. Borse europee in calo nel giorno dell’attesissimo voto negli Stati Uniti per le elezioni di metà mandato, il primo test elettorale di rilievo per il presidente Donald Trump. Milano cala dello 0,69% ai primi scambi, Londra scende dello 0,15%, Francoforte dello 0,1% e Parigi dello 0,18%.

La prudenza registrata ieri a Wall Street non ha frenato intanto il listino nipponico. A Tokyo il Nikkei ha chiuso in rialzo dell’1,14%. Sulla sponda valutaria l’euro continua a recuperare terreno sul biglietto verde. La moneta europea passa di mano a 1,1411 dollari e 129,42 yen.

In Italia lo spread si mantiene poco mosso, sotto la soglia dei 290 punti con il rendimento del titolo decennale italiano al 3,32%, ma l’appuntamento chiave è fissato per giovedì, quando la commissione europea diffonderà le proprie previsioni economiche. Numeri che, secondo le anticpazioni, dovrebbero mettere in luce, a causa del rallentamento della crescita e di valutazioni più caute sugli effetti della Manovra, un sensibile scivolamento del rapporto deficit/Pil dal 2,4% stimato dall’Italia verso una cifra più vicina al 3%.

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Tra i dati macroeconomici in Italia si contrae per la prima volta da maggio 2016 l’indice Pmi servizi, l’indicatore rilevato da Markit tra i direttori degli acquisti delle aziende, in calo a 49,2 rispetto a 53,3 di settembre. Gli analisti pronosticavano per il mese di ottobre un dato pari a 52,1 punti. L’inidce composito, che include anche il manifatturiero, si contrae a 49,3 dal 52,4 di settembre. In Germania gli ordini all’industria sono saliti dello 0,3% a settembre e scesi del 2,2% su base annua. Dati comunque migliori della stima degli economisti intervistati da Factset, che prevedevano un calo mensile dello 0,5%. Battuta d’arresto invece pe ri consumi in Giappone, calati a settembre dell’1,6% sull’anno dopo il rimbalzo fatto segnare in agosto (+2,8%).

All’indomani delle sanzioni Usa all’Iran, già comunque parzialmente scontate dal mercato, il petrolio cala leggermente, scendendo a a 62,88 dollari per il barile Wti e a 72,70 dollari per il Brent. Stabile l’oro, a 1230 dollari l’oncia.