MILANO – Trenta milioni di euro per continuare a spingere le Pmi italiane verso la Borsa. Custoditi nella legge di Bilancio, fanno felici piccole aziende in cerca di capitali e advisor che offrono loro i servizi di accompagnamento agli scambi. La Manovra estende all’anno nuovo il credito d’imposta sul 50% delle spese per i servizi di consulenza sostenuti in preparazione alla quotazione, con tetto a mezzo milione di euro. Con il plafond a disposizione, a conti fatti ce n’è abbastanza per portare sessanta Pmi sul mercato. Pure troppi: sull’Aim, listino dedicato alle piccole imprese, nel 2020 sono arrivate 23 matricole, di cui 18 nella seconda metà dell’anno. E nell’ultimo triennio i debutti sono stati 75 in tutto.

“Nonostante la crisi del Covid, il mercato non si è fermato, pur non replicando il record di 35 sbarchi sull’Aim del 2019”, dice Anna Lambiase, ceo e fondatore della boutique finanziaria Ir Top Consulting. Che non può che accogliere con favore la proroga di uno strumento fortemente voluto nella comunità finanziaria: “Abbiamo lavorato molto affinché questo mercato potesse continuare il suo sviluppo e fornire uno strumento di equity rilevante per il finanziamento di progetti di crescita delle Pmi”. Forte del bonus Ipo rinnovato, si aspetta una ulteriore spinta: “Potrebbero essere una trentina quest’anno gli sbarchi sull’Aim”.

Segmento che nonostante tutto si è dimostrato vivo e frizzante, dunque. I collocamenti – si evince da una ricognizione della boutique finanziaria – si sono concentrati nella seconda metà dell’anno, principalmente tra ottobre e dicembre. In particolare, sono approdate sul listino dedicato alla crescita delle PMI: Planetel, eVISO, Convergenze, MIT SIM (AIM Professional), Igeamed (AIM Professional), Tenax International, Comal, Promotica, Tecma Solutions, Euro Cosmetic, OSAI Automation System, Trendevice, ESI, Labomar, Reti, Fenix Entertainment (AIM Professional), Sourcesense, Fabilia Group, Cy4gate, Sebino, Unidata. Inoltre, sono state ammesse 2 società a seguito di fusioni con Spac: Franco Umberto Marmi (business combination con TheSpac) e Industrie Chimiche Forestali.

Con le nuove Ipo sono stati raccolti 136 milioni di euro (207 milioni di euro nel 2019), con una media di 6,5 milioni di euro in crescita dai 5,9 del 2019. La Lombardia si conferma terra-madre delle nuove società quotate: per il 38% arrivano da lì, per il 33% dal Lazio, il 9,5% dall’Emilia Romagna e il 9,5% dal Piemonte. Seguono Veneto e Campania, ciascuna rispettivamente con 1 IPO (4,8%). In termini di raccolta di capitali, si collocano ai primi posti Lazio (32%), Lombardia (29%) e Veneto (22%).

Per le nuove operazioni, Lambiase crede che il bonus sarà ancora un fattore determinante: “Soprattutto in tempi di incertezza come questi, poter godere di uno sconto al 50% sui costi di Ipo che oscillano tra 800 mila euro e 1 milione può essere un incentivo determinante. Se poi pensiamo che la crisi possa portare a una restrizione del canale bancario, come accaduto storicamente, il ricorso all’equity è fondamentale per imprese che puntano molto su ricerca e sviluppo e nuovi prodotti”. Anche sotto il cappello di Euronext, Aim sarà per Lambiase un punto di riferimento per le Pmi: “Magari si chiamerà diversamente, ma nella rete europea di mercati dedicati alla crescita delle imprese potrà allargare la platea di investitori interessati all’Italia e offrire opportunità di m&a alle nostre aziende”.