Una serie di perquisizioni sono scattate questa mattina presto da parte della polizia nei confronti di appartenenti alla formazione di estrema destra che nei giorni scorsi ha fatto irruzione in un circolo di Como. Le perquisizioni sono state disposte dalla procura comasca, il giorno dopo il blitz dei militanti neofascisti di Forza Nuova sotto la sede di Repubblica a Roma.

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Gli uomini della polizia hanno perquisito le abitazioni di diversi militanti del Veneto Fronte Skinhead tra Como, Brescia, Genova, Lodi, Mantova e Piacenza. I militanti perquisiti sono indagati dalla procura di Como per violenza privata in concorso. Le perquisizioni sono state effettuate dagli agenti della Digos di Como coordinati dall’antiterrorismo. Sempre la Digos di Como ha poi depositato in procura una dettagliata informativa con la quale sono stati ricostruiti meticolosamente i fatti e indicati i responsabili.

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Nei giorni scorsi, a seguito dell’intimidazione nei confronti degli attivisti della rete per l’accoglienza dei migranti di Como senza Frontiere erano scattate le prime denunce e i partecipanti erano stati identificati. Mentre per rispondere all’azione squadrista e combattere le posizioni di chi minimizza l’accaduto – Salvini ha parlato di “quattro ragazzi” – gli antifascisti

si sono dati appuntamento a Como per sabato, per una manifestazione. Anche in questo però, Forza Nuova ha fatto sentire la sua voce, annunciando una contromanifestazione. La questura ha vietato il corteo nero, ma la risposta degli estremisti dell’ultradestra è stata ancora una volta all’insegna della sfida: “Ci saremo lo stesso”.