Ritornare agli albori, tornare al passato, non sono frasi che ci piacciono: siamo qui a Padova mossi da enorme entusiasmo per il compendio di stile ed ingegneria, qui riunito ai massimi livelli.

Passeggeremo tra le storiche indossando gli occhiali di chi, incantato, vuol studiare e imparare qualcosa di nuovo dall’evoluzione dello stile, di come si sono risolti problemi progettuali e di come si è stati in grado di comunicare bene ai sensi un prodotto industriale, come l’automobile.

Perchè si parla di cultura

Non tutti condividono la valenza culturale del motorismo storico e, se mal interpretata, temiamo si possa in diversi modi ritorcere contro (proibizioni varie, tasse). Ci pare necessario dunque ribadire quanto il motorismo storico abbia una fortissima connotazione culturale, il cui fondamento è rappresentato dalla ricerca tecnica e di stile che ne è scaturita, attorno ai suoi documenti, eventi e risvolti socio-culturali. Un veicolo storico è soprattutto un documento eccellente nell’ambito ingegneristico, progettuale, a disposizione di studenti, ingegneri e creativi. Il possedere veicoli storici poi dà grandissima gioia, prima medicina per l’essere umano.

I veicoli sono la presenza urbana più influente da sempre (bighe, carrozze, gondole…Arna), e dunque riteniamo si debba lavorare in modo che possano essere sempre belli e sensati, come molti del passato lo furono.

Qualità e cultura poi paiono perennemente sotto attacco in Italia, il Made in Italy sta scomparendo: grandi firme all’estero, fumosissima guerra agli ulivi in Puglia, con roghi notturni, dazi, super-bolli e blocchi malgestiti ai veicoli storici. Bisogna rispondere dunque con decisione e chiarezza a questa deriva.

Con questa premessa siamo pronti a partire.

Accattivanti incontri istituzionali: il Mauto a bordo della ITALA

Il Mauto è presente a Padova, perchè Padova è la patria del primo veicolo a motore italiano, la “Giusti e Miari”, Padova che “adotta” l’ingegner Bernardi, di cui ospita il bellissimo e poetico museo, presso la Facoltà di Ingegneria. Museo + Fiera + Università , così deve essere, e ci auguriamo che questa formula potenzialmente esplosiva decolli e si consolidi prepotentemente.

Il Museo Bonfanti – Vimar

Specialissimo museo bassanese, intriso proprio dell’anima veneta del motorismo storico, di cui è appunto la patria. No? Beh, oltre alla prima vetturetta italiana “Giusti e Miari”, la gara Padova – Bovolenta fu il primo percorso da record dell’automobilismo. A quanto pare, onta per i maschietti, la massacrante gara fu vinta nella prima edizione da una contessa, che portò a casa ben sette record in quella tratta, nelle diverse edizioni. Bassanese era anche la Carrozzeria Casale, di cui ancora gli eredi custodiscono alcune fuoriserie.

Asi

Asi è l’organo riconosciuto a livello normativo per l’amministrazione del motorismo storico. Pensiamo alle migliaia di youngtimer, intere collezioni, che sono scomparse in un giro di bollo messo alla “sceriffo di Nottingham”: le gatte da pelare sono tante. In questi giorni si porta avanti per fortuna il rapporto con l’internazionalità dei rapporti di Asi, come fa Mauto, e l’idea è quanto mai utile e necessaria.

I sodalizi

La fiera riunisce tra i più importanti sodalizi di marchio, modello, oltre alle diverse associazioni legate al motorismo storico. Il range di classificazione è completo, dai veicoli popolari storici, a quelli trasversali, fino ai veicoli rari. Queste realtà si fanno da rappresentanti, ambasciatori monotematici. Sono il fondamento dell’archivistica del motorismo, senza l’attività di questi gruppi auto-finanziati tutto andrebbe perduto e spesso cancellato anche da false notizie strumentali o interessi industriali: un nome, Franco Scaglione, un motore, il Vankel, che sulle ultime RO prese a funzionare, un marchio, Lancia…tanto da approfondire.

1000 Miglia

Presente lo stand, con la presentazione del nutritissimoe calendario internazionael: focus sulla “Coppa delle Alpi”.

Grandi marchi

I produttori più seri, che vantano un passato ricco, sanno che è doveroso presenziare a Padova per esporre il loro presente e futuro al severissimo confronto con il loro passato. Chi manca qui non sembra fare bella figura davanti all’appasionato esperto.

Voci dal basso

Tra realtà più o meno altisonanti, la grande anima della parte commerciale della fiera sono i piccoli espositori, i ricambisti, gli hobbisti e i modellisti. A nostro avviso sono l’anima di questo genere di rassegne, il lubrificante del grande ingranaggio del motorismo storico.

Incontri

A questa fiera si incontrano personaggi di massima caratura nel motorismo: si fanno quatrto chiacchiere, ma poi ce le ricordiamo per la vita e magari parte l’ispirazione per un nuovo riuscito progetto.

Giornata Mondiale del Motorismo Storico

Giorgio Ungaretti, nipote di tal Giuseppe, da qualche anno coltiva il suo sogno di dedicare il 16 novembre, data di nascita di Tazio Nuvolari, alla Giornata Mondiale del Motorismo Storico. Vuole che ovunque, in quella data, qualsiasi sodalizio, gruppo, gestisca un evento legato al motorismo storico, e diverse realtà già lo seguono: saranno a Castel d’Ario il 16 ed il 17 Novembre, patrocinati da città e provincia di Padova, Regione Veneto e diverse associazioni, tra cui il RIVS, terzo sodalizio di motorismo storico nazionale. Visionario o don Chisciotte? Dato che l’ultimo venerdì di giugno è la Giornata Mondiale del Cane in Ufficio, l’idea di Ungaretti, lanciata dalla patria del motorismo, ci sembra addirittura doverosa e andremo volentieri a scuriosare. Nuvolari è testimonial perfetto per la GMMS, data la sua poliedricità, essendo stato pilota, record-man e campione di auto, moto, motoscafi ed aerei.

Marco Baccaglini

La grande anima di questa fiera, oltre ad avere carisma e capacità gestionali di tutto rilievo, guida e ha guidato veicoli di ogni genere, di cui è grandissimo esperto e appassionato. Dunque, sa perfettamente di cosa la fiera debba parlare e come si debba muovere. Sembra elementare, ma in un paese dove la politica augura la grandine sulle auto esposte, non è poi così scontato.

Passeggiata con bagno di sensi: LMX

E’ presente il registro di un auto che ha probabilmente più iscritti che veicoli, rimasti in 28 su 50 circa. Lmx significa disegno di Franco Scaglione, la matita più estrema che ebbe mai Bertone, su telaio Gioacchino Colombo semplificato in acciaio, da 70 kg!! In sintesi una V6, dalla livrea poderosa con un telaio – quello originale di Colombo – poi ripreso da Lotus, il tutto in 900 chili di auto. Cruscotto ed interni meravigliosi. Talmente spiazzante il contenuto nobile di questo progetto, di fronte all’esiguità di esemplari prodotti, che abbiamo deciso che ci torneremo su.

Cent’anni di Citroen

Odiamo cordialmente il cruscotto dell’ultima serie di Ds, quello a tre quadranti, nascosti dal volante. Apprendiamo qui, allo stand del Centro Documentazione Storica Citroen, che Bertoni pare ebbe indecisioni nel definire gli interni della celebre “Dea”. La dirigenza Citroen lo pungola spietatamente: porta nello studio di Flaminio quel direttore dell’Ecole de Beaux Arts, che ogni volta boccia aspramente le sculture di Bertoni, e li mette direttamente in competizione nel progettare entro un mese il cruscotto. Bertoni incendia la matita e crea il suo cruscotto in nylon da sette etti e sbaraglia il progetto concorrente, tripartito e simmetrico per facilitare la trasformazione con guida a destra. Morto Bertoni il progetto “dell’offesa” ritorna e va ad unificare DS, ID, D etc, rovinandone la sinuosità dello stile.

Alfasud Club Italia, Ritmo e 128

Nei sodalizi di auto “povere” si rischia spesso di incensare ciò che non è stato. Qui abbiamo trovato invece una simpatia e una voglia di fare molto positiva e allegra: ci sono piaciuti gli itinerari bellissimi dei loro raduni e soprattutto l’esser subito andati ad Amatrice a portare un po’ di aiuto. Socio onorario Carlo Verdone, che con la sua celebre Alfasud rossa ha saputo far ridere in merito ad una delle vicende automobilisitiche più sabotate della storia. 128, di Dante Giacosa, sezionata in Volkswagen all’epoca per imparare a come fare un’auto moderna. Bellissime le Coupè da competizione. Ritmo, progetto di Sartorelli, altra immensa firma della storia del genio italiano, appena celebrata al Mauto, che ora ne detiene l’archivio.

Dallara

Dallara è presente con la sua snellissima e felice “Stradale”. Ti viene voglia di rubarla, lì nel prato…Dallara è la colonna portante dell’ingegneria telaistica – e non solo – della storia dell’automobile italiana. Modernissimo il suo stabilimento, sempre alla ricerca di innovazione.

Si potrebbe dire sia l’eccellenza italiana contemporanea più brillante presente in Fiera, ma ce ne è anche un’altra.

Ferrari e le sue barchette

Guidare una barchetta Ferrari è come montare a cavallo senza sella. Simbiosi pura o morte. Se poi la carrozzeria è bicolore e di Alfredo Vignale si può dire di essere in un altro pianeta. Della storia Ferrari si può leggere nei libri, ma anche guardare direttamente un progetto di Manzoni: citazione e innovazione sono forse il segreto più rigido e raro della severa penna del patron dello stile Ferrari.

La sua barchetta è qui tra le sue antenate, e un tizio vicino dice all’amico che da quando c’è Manzoni a disegnare, la Ferrari la vuole nuova e non più youngtimer come pensava prima. Ha perfettamente ragione.

Le Fiat di lusso

Spiazza sempre, l’austerità progettuale di Fiat, che tanto ha spinto a generare capolavori essenziali, ci sembra sempre fuori luogo nelle sue rare “ammiraglie”: 2300 coupè, 130 coupè, le 8V, le 1500 6 cilindri… Eppure sono auto che arrivano ad essere straordinarie. Questo stranissimo spaesamento, immotivato, è quello che genera forse l’incapacità cronica a gestire marchi poderosi come Lancia e Alfa Romeo.

Milano, il segreto speciale

In Pininfarina qualcuno diceva che Zagato era quello che rendeva brutto ciò che è bello, per il suo sperimentalismo estremo. Una torinesissima Flaminia Coupè Pininfarina di recente ha vinto il “Premio Cummenda” ad un concorso. Questo la dice lunga sul sano antagonismo stilistico Torino-Milano. Non pensate subito ad Alfa Romeo: Milano vuole dire Felice Bianchi Anderloni, ossia Carrozzeria Touring, vuol dire Zagato, la preferita di Mastroianni, altro che cummenda! Quest’anno il Valentino va a Milano e ne vedremo certamente delle belle. Tra l’altro pare che non multeranno gli stand.

Fumia e Gastaldi

Li citiamo spesso, ma la loro professionalità affascina sempre sempre: assistiamo alla loro discussione in merito alla modernità, all’accogliente stand Asi: Fumia, lo ricordiamo, fu manager, disegnatore e curò i progetti fino alla loro pubblicità: “agli antipodi del solito”. I suoi progetti (quando non “sabotati”), andarono sempre oltre ogni previsione di vendite, dunque su di lui sono i dati a parlare. Si chiede come mai l’auto elettrica/ibrida, che avrebbe potuto rappresentare un’occasione di rivoluzione stilistica, abbia invece forme obsolete o addirittura brutte. Un’occasione mancata clamorosa. Qui a padova Ds, l’auto rivoluzionaria per antonomasia, è sempre presente. Chi collezionerà la prima Prius ibrida a 3 volumi?

Mantenere un’auto storica

Gli addetti al settore restauro sono ovviamente quelli con l’occhio più vigile di quest’evento. Sappiamo quanto la tecnologia stia aiutando enormemente a restaurare gli antichi capolavori. Ma ci hanno colpito positivamente le diverse aziende che si affacciano nel settore del mantenimento. Abbiamo testato collanti micidiali, prodotti per mantenere le guarnizioni in gomma, nano-tecnologie per il mantenimento della carrozzeria, protettivi del ph dei carburanti moderni. Tutte tecnologie in grado di rendere davvero in perfetto stato il nostro cimelio, e avvalorarlo a dismisura. Non basta più dunque far dare una verniciata dal carroziere di fiduca e finirla lì.

Questioni salienti

Il prezzo del conservato: è evidente che, nel caso di un ottimo conservato, è difficilissimo metterci un buon guadagno. Il mantenimento annuo di un conservato è onerosissimo: efficienza meccanica, carrozzeria, motore e garage coperto non freddo. Fate due conti…

Più polemica che proposte costruttive

Occhi puntati sui furbetti che se ne approfittano sui benefici fiscali delle youngtimer: è un po’ come focalizzarsi sull’evasione fiscale (repressione) invece che intervenire sull’inefficienza statale (miglioramento), dal costo incalcolabile. Sindrome da sceriffo mancato? Da queste polemiche fatte sul nulla sorgeranno provvedimenti che andranno a colpire i più, che sono onesti. E’ ingiusto. Qui a Padova parte l’attacco al C.R.S da parte di Aci: il risultato sarà di aggiungere ennesima burocrazia, già scocciati in merito al passaggio di proprietà, salasso e blocco della micro-economia. Si ripropongono le miopi liste chiuse, grazie alle quali vent’anni fa i GT Junior parificati venivano scartati e spesso rottamati.

Un po’di memoria su quanto queste danneggiarono e basta! Calmiamoci dunque, ci sono istituzioni preposte come il collaudo biennale, gli agenti della strada, i periti assicurativi e soprattutto le spietate videocamere: questi solo hanno il compito di verificare le irregolarità, e lo fanno. Aumentate le multe a chi sgarra, a dismisura, tutti ne avranno beneficio! Ricordiamo: se non si ha già un’auto ordinaria non è possibile assicurare una storica, se non siete regolarmente tesserati Asi l’assicurazione storiche – anche se in essere – non copre. Dunque i presunti furbetti è improbabile che esistano in numero critico, vorrebbe dire che le autorità citate non lavorano a sufficienza.

Da inventori a…delinquenti

Ben diverso è il fatto che la legge ostacoli e costringa sempre ad escamotages non legali una fetta di artigiani dall’inventiva fervida, che offrirebbero allo stato un indotto consistente: nella fattispecie le café-racer e le serie speciali di veicoli su base storica e non, non trovano modo di essere omologati in Italia. Ciò è totalemente errato ed è dimostrabile: cambiate sezione di gomme? Illegale. Immatricolate auto con il ruotino? Nessun problema. Vista una Porsche a 120km/h con ruotino, sul bagnato. Che dire poi delle decine di tecnologie di retrofit e anti-emissioni che lo stato non omologa, creando danno economico e ambientale? Puoi trasformare in elettrico veicoli dotati di cannotto sterzo non collassabile, dunque mortali, ma non ottieni upgrade sulla categoria di emissioni a voltare un diesel a metano.

Nein!

Vediamo vendere una pompa dei freni usata e sentir dire “sembra bella”. Lo ripetiamo a vita: appena comprate una storica buttate via la pompa dei freni e ripassate pinze, gommini e tubazioni. Anche se sembrano belle. La gomma dura poco e l’olio freni è estremamente corrosivo. restate pure a piedi, ma mai senza freni, il pericolo è reale.

Land Rover

Ci fermiamo sul catalogo optional del marchio e vediamo che chi volesse personalizzare ancora persino la Velar, lo può fare come ai bei tempi. Bene dare questo genere di continuità, soprattutto con la nuova Defender in arrivo: partiranno tanti complimenti, quante polemiche. Per di più Mercedes ha goduto molto a guastare la festa inglese, rilanciando la sua “G”, che a questo punto rimane l’ultimo fuoristrada granitico esistente. Suzukino le saltella attorno, come sempre.

La Visa cabriolet

Un lodevole intento di iniziare a segar via almeno un pezzo di una linea da mostriciattolo. Non vergognarsi di nulla, piacevolissima da usare, dal folle cruscotto. Peccato non abbiano altrettanto segato, in due invece, l’Arna.

Porsche: volere è volare

Padova e Porsche sono un sodalizio antico, profondissimo e speriamo indissolubile. Porsche presenta diverse assurdità secondo gli uomini marketing. Eliminare il vecchio, per vendere il nuovo: Porsche vende il nuovo perchè esiste ancora il 70% del vecchio. Fa sempre la stessa macchina che, non solo è sempre diversa, ma non c’è un esemplare uguale all’altro. L’estensione e la grandiosità dello stand fanno ritornare ai fasti degli anni ’80 e ’90. A loro va la corona di questa rassegna. Una 928 ci colpisce, è perfetta, con tanto di kit aerodinamico sul baule. Non fece successo, ma il suo stile è elevatissimo, fuori dal tempo.

Mercedes di riferimento

Il marchio tedesco custodisce la storia dell’automobile, è il punto di riferimento. Ad un Alfista questo può annoiare, speriamo. I momenti di incertezza, le perdite di bussola di questo marchio sono sempre state smussate e corrette dall’inerzia positiva del suo valore storico. Mercedes può permettersi di esporre la sua stupenda 123 SW, persino di un colore a lei svilente come quello visto qui (invece carta da zucchero, la 300 sw, coi mancorrenti cromati era irresistibile). Criticatissima a vanvera per la prova dell’alce mancata (andate a vedere quanto ci vuole a rovesciare certi suv in controsterzo), ci manca molto la prima Classe A: chi la guidava ci capisce, ne siamo certi. Motore a sogliola, unica per accesso posteriore ai disabili, per l’apertura della portiera appositamente studiata. La vorremmo vedere qui l’anno prossimo.

BMW Youngtimer

Ci ricasca per l’ennesima volta l’occhio sulle Bmw di Michelotti, una più bella dell’altra. dalla “Bat-mobile”, alla berlina 2500, futura serie 5. Sono auto dalla grinta e dalla sensazione di solidità davvero uniche, affascinantissime. Le piccole 2002, 3v e Touring…Andremo a trovare questo magnifico sodalizio.

Maserati, best in show

Le Maserati presenti, disseminate, erano numerose. Per di più anni Sessanta e precedenti, dunque la produzione più raffinata: A6 1500 del ’49, 5000 GT “Allemano”, Mexico e lei, la 4 CLT guidata e firmata da Juan Manuel Fangio. Indescrivibili, bellissime. Questo passato è quello a cui si deve ricongiungere il presente.

Approfondimenti futuri

In ultima abbiamo trovato talmente tanti spunti qui a Padova, che molti temi presenti li andremo a riprendere, per approfondirli a parte. Dalle LMX alle Bmw, dalla difesa delle storiche alle piccole serie e cafe-racer. Questa edizione ci ha davvero illuminati.

Alessandro Sammartini