un vero e proprio bivio, quello davanti di fronte al quale si trovano, senza possibilit di scegliere da che parte andare, milioni di bambini rifugiati. Un bambino rifugiato ha infatti due destini possibili. In uno, senza istruzione, ci sono un presente e un futuro gi segnati: un bambino che non va a scuola pi esposto alla violenza e agli abusi e ha di fronte a s un futuro di incertezza. In un altro, sui banchi di scuola, c’ invece la possibilit di ricominciare a sorridere e sognare, di costruire un futuro dignitoso e di lasciarsi alle spalle il trauma della

guerra.

questo il tema al centro dell’evento-performance “Con o senza istruzione. Un bambino. Due destini” organizzato dall’Agenzia Onu per i Rifugiati (Unhcr) in occasione della seconda edizione della campagna “Mettiamocelo In Testa”, che mira a sensibilizzare sull’importanza dell’istruzione per i minori rifugiati e raccogliere fondi per garantire loro l’accesso a un’istruzione di qualit. Protagonista dell’evento, l’attore Lino Guanciale (testimonial dell’Unhcr). Sono stato recentemente in Libano e ho visto con i miei occhi cosa significa, da un giorno all’altro, perdere tutto. Ho conosciuto – ha raccontato – molti rifugiati e sono rimasto colpito dal fatto che per molti di loro la preoccupazione pi grande non fosse il ricordo della guerra, la perdita di tutte le certezze o le tante difficolt materiali come il freddo o la fame, ma poter garantire l’istruzione ai propri figli.

Stando ai dati emersi del rapporto Left Behind nel corso dell’ultimo anno, oltre 3,5 milioni di bambini rifugiati in tutto il mondo non hanno avuto la possibilit di andare a scuola. Se in tutto il mondo l’istruzione superiore si attesta al 36%, per i ragazzi rifugiati la percentuale rimane drammaticamente ferma all’1%. Eppure, per la sopravvivenza di un bambino rifugiato, la scuola non meno importante di una tenda dove dormire, del cibo o delle cure mediche. Un bambino rifugiato ha gi dovuto subire il trauma della violenza e della fuga forzata per sopravvivere, spesso ha perso anche i suoi genitori. Non possiamo e non dobbiamo permettere – ha commentato Carlotta Sami, portavoce dell’Unhcr per il Sud Europa – che debba rinunciare anche all’istruzione. Per queste ragioni – ha concluso Sami – chiediamo a tutti di sostenere la campagna: un sms o una chiamata da fisso al 45516 pu avere un impatto determinante nella vita di un bambino rifugiato.

Dal 14 al 28 gennaio si pu sostenere la campagna inviando un sms o chiamando al numero solidale 45516. Il valore della donazione sar di 2 euro per ciascun SMS inviato da cellulari Wind Tre, TIM, Vodafone, Coop Voce e Tiscali; sar di 5 euro per le chiamate da rete fissa TWT e Convergenze, di 10 euro per Vodafone, di 5 e 10 euro per ciascuna chiamata fatta sempre al 45516 da rete fissa TIM, Wind Tre, Fastweb e Tiscali.

Oltre all’attore Lino Guanciale, tanti personaggi noti hanno deciso di aderire alla campagna, tra questi: Lorena Bianchetti, Nancy Brilli, Carolina Crescentini, Nicole Grimaudo, Francesco Pannofino, Giorgio Pasotti e Tosca, insieme ai grandi campioni dello sport come Demetrio Albertini, Andrea Barzagli, Beppe

Bergomi, Maurizia Cacciatori, Gianluca Vialli.

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