All’Automotive Dealer Day, si è parlato di mobilità sostenibile e di quali scelte fare, nella transizione. I Presidenti delle grandi Associazioni coinvolte – Paolo Scudieri (ANFIA), Adolfo De Stefani Cosentino (Federauto) e Michele Crisci (UNRAE) – hanno mostrato lo scenario presente e futuro. Le ipotesi più gettonate, auspicabili, dal Governo? Soprattutto per il regime fiscale agevolato.

“Una delle sfide è la riduzione delle emissioni di CO2 – ha dichiarato Paolo Scudieri – dal 1995 al 2017, in UE, le emissioni delle auto sono diminuite del 36%. Ora in soli 2 anni, è richiesto un decremento del 20%. I target potranno essere raggiunti solo attraverso la vendita di una consistente quota di veicoli elettrificati. Significa convertire le produzioni investendo ingenti risorse. Per salvaguardare la competitività e l’occupazione è fondamentale supportare l’innovazione e la digitalizzazione dei sistemi produttivi, anche modificando il regime fiscale sulle spese di ricerca e sviluppo e incentivare i processi di aggregazione tra operatori appartenenti a supply chain tradizionalmente separate. Un altro importante fattore è la sperimentazione della guida autonoma sul territorio, come sta avvenendo in Campania. Sul fronte del capitale umano, è indispensabile lavorare all’evoluzione dell’offerta di servizi formativi, con indirizzi di studio che rispondano alle rinnovate esigenze, nonché favorire la riqualificazione del personale, anche introducendo un adeguato regime fiscale dei costi legati alla formazione”.

Adolfo De Stefani Cosentino ha dichiarato “E’ indispensabile rivedere la fiscalità automotive. La percentuale di deducibilità dal reddito imponibile per le auto utilizzate da imprese e professioni è limitata al 20%, mentre nei principali Paesi UE tali aliquote arrivano al 100%; in Italia l’IVA è detraibile solo al 40% mentre in tutti gli altri Paesi UE è totalmente detraibile. La duplicazione d’imposta che subiscono i Dealer quando acquistano un’autovettura usata da un soggetto che ha detratto l’IVA parzialmente (il 40%) non è accettabile. È auspicabile un intervento sulla fiscalità che preveda l’introduzione della formula, del credito di imposta sull’acquisto del nuovo abbinato alla rottamazione di autovetture vecchie e per i lavori documentati di manutenzione e riparazione, al fine di favorire la sostituzione dei veicoli più inquinanti, l’emersione della base imponibile connessa alle attività del post-vendita ed un parco circolante con sistemi di sicurezza attiva e passiva adeguati”.

Michele Crisci ha concluso “E’ sempre più urgente intervenire sul rinnovo del parco circolante: rottamazione di vetture inquinanti e poco sicure, sostituendole con veicoli di ultima generazione in un’ottica di neutralità tecnologica, e dare fine alle incomprensibili campagne ideologiche di “demonizzazione” sul diesel, che ad oggi non hanno portato alcun risultato positivo ed hanno anzi causato un aumento delle emissioni di CO2”.

L’UNRAE sostiene che evitando ulteriore gravame fiscale sul settore, il Governo e le Amministrazioni dovrebbero occuparsi di rinnovare il vetusto parco auto italiano. Si propone pertanto di: favorire la rottamazione di auto Euro4, con la concessione di un’agevolazione quale il credito di imposta (come per le ristrutturazioni edilizie); investire sulle infrastrutture di ricarica (gas, elettrico e idrogeno) e sulle smart road; creare una Cabina di Regia inter-istituzionale per delineare una strategia concreta e sostenibile con l’obiettivo di conseguire soluzioni utili all’ambiente, alla sicurezza, alla vitalità del settore e all’intero sistema economico.