La Procura di Milano aprirà un fascicolo per imbrattamento a carico di ignoti sul caso della statua di Indro Montanelli ritrovata ieri sera con la scritta nera “razzista e stupratore” sulla base e ricoperta di vernice rossa. La Digos intanto sta passando al setaccio tutti i filmati delle telecamere nelle vicinanze del parco per cercare di individuare gli autori del gesto. Intanto dei militanti di Fratelli d’Italia stamattina sono andati a ripulirla nei giardini di via Palestro per fare “un gesto simbolico”.

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E sui social intervengono i Sentinelli di Milano per ribadire che la loro proposta espressa nella lettera al sindaco Beppe Sala in cui chiedevano la rimozione della statua, ricordando il concubinato del giornalista con un’abissina dodicenne durante la guerra coloniale negli anni Trenta, resta in piedi.

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I Sentinelli accusano il dibattito di essere stato “distorto” dalla “violenza verbale”. “La nostra proposta civile, fatta alla luce del sole per permettere una discussione pubblica, non contemplava altro. Piuttosto la violenza verbale che ci ha voluto descrivere come dei talebani, ha portato il dibattito su un livello volutamente distorto”, scrivono. E ribadiscono: “Noi la lettera mandata a Sindaco e Consiglio comunale la rifaremmo anche ora. Perché non c’è nessuna violenza nell’esprimere il proprio pensiero in modo trasparente. Quel parco di Milano deve liberarsi di un nome che non fa onore alla nostra città”. “Io penso che la statua di Montanelli debba rimanere lì, ciò nondimento sono disponibile a qualunque confronto sul tema del razzismo e sul tema di Montanelli. Quando volete”, risponde sui social il sindaco con un video. “Noi quando giudichiamo le nostre vite possiamo dire la nostra è senza macchie, senza cose che non rifarei? Io metto le mani avanti, la mia vita no – aggiunge – ho fatto errori e cose che vorrei non aver fatto. Ma le vite vanno giudicate nella loro complessità. Per tutti questi motivi penso che la statua debba rimanere lì”.

L’imbrattamento della statua sta sollevando comunque critiche bipartisan. “L’atto vandalico è sempre intrinsecamente e culturalmente squadrista. Compiuto nell’anonimato, di nascosto, oltraggiando spazi e beni pubblici, portando violenza”: così commenta l’assessore alla Cultura del Comune Filippo Del Corno sul suo profilo Facebook. “Non è difficile: democratico è chi manifesta il proprio pensiero con coraggio e rispetto, a fronte alta; il vandalo è propriamente, e tecnicamente, uno squadrista”, conclude.

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Ma continuano anche le polemiche sulla proposta dei Sentinelli. “Vernice e insulti sulla statua di Indro Montanelli a Milano, dopo l’assurda richiesta di rimozione dai giardini di Porta Venezia. Montanelli ha fatto la storia del giornalismo e forse anche un po’ del Paese. La furia iconoclasta dei presunti anti-razzisti è solo l’altra faccia dell’intolleranza e del totalitarismo fintamente democratico”, afferma in una nota Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati e consigliere comunale a Milano.