Spesso parliamo di supercomputer snocciolando i numeri degli “n-mila” nodi formati da CPU multi-core, tantissime GPU per accelerare i carichi massivamente paralleli e i molti coprocessori integrati nei cluster.

Oggi però vi parliamo di un progetto della High Performance Computing Division del Los Alamos National Laboratory (LANL), negli Stati Uniti, che punta a rendere i supercomputer “più accessibili” con l’aiuto di cluster formati da Raspberry Pi, la nota board di sviluppo a basso costo nata nel Regno Unito e che molti di voi hanno acquistato nelle differenti versioni giunte sul mercato.

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In realtà nel laboratorio statunitense stanno lavorando con l’aiuto dell’australiana BitScope Designs per mettere a punto un sistema a basso costo (relativamente al settore degli HPC) che permetta di testare il codice che poi sarà usato sui supercomputer nettamente più potenti. A Los Alamos, nel Nuovo Messico, ritengono che l’architettura di sistema creata unendo tanti Raspberry Pi in un cluster sia simile a quella delle macchine più potenti.

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Al LANL prevedono che i ricercatori testino il loro codice sul sistema BitScope prima di fare il porting del framework su uno più potente che, di norma, ha una lunga lista d’attesa per essere usato. Questo non solo “libererà del tempo” utile, permettendo al supercomputer di svolgere lavori più importanti, ma consentirà anche di risparmiare denaro.

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La soluzione creata si basa su cinque rack BitScope Cluster Modules, ognuno con 150 Raspberry Pi 3 connessi tra loro, per un totale di 750 board. Ogni Raspberry Pi 3 ha un SoC Broadcom BCM2837 con quattro core ARM Cortex-A53 a 64 bit e 1,2 GHz. In pratica il sistema offre 3000 core ARM, usando relativamente poca energia. Si parla di appena 1000 watt in idle e 2000 watt durante l’uso tipico, con 4000 watt sotto massimo carico. Per i supercomputer tradizionali si parla di consumi tra 10 e 25 megawatt.

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BitScope ha intenzione di commercializzare i Cluster Modules dall’inizio del prossimo anno. Un singolo rack con 150 nodi Raspberry Pi costerà tra 18.000 e 20.000 dollari, ossia 120 dollari per nodo. Certo, un singolo Raspberry Pi 3 costa circa 35 dollari, ma in questo caso c’è un lavoro di pre-configurazione e collegamento per un uso immediato.


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Raspberry PI 3 Model B è in vendita circa 35 euro.